Conosciamo la nostra Città: Viterbo

 Ha antiche origini (si ritiene che Viterbo derivi dal latino Vetus Urbs, cioè Città Vecchia) e presenta il più vasto centro storico  medievale d’Europa: con alcuni quartieri ben conservati, è cinto da mura e circondato da quartieri moderni. Viterbo è conosciuta come la Città dei Papi: nel XIII secolo fu infatti sede pontificia e per circa 24 anni il Palazzo Papale ospitò e vide eleggere diversi Papi. Nel comune ha sede l’Università della Tuscia di Viterbo .

VITERBO COM’ERA

Anticamente, Viterbo, era una città racchiusa da una cinta muraria.

Per entrare, o uscire da essa, bisognava passare da una delle cinque pesanti porte lignee, che, al calar del sole erano chiuse.

 Con il passare degli anni, e con l’espansione della città, anche la cinta muraria si allungava, con essa che cresceva, anche le porte aumentarono.

 Intorno  alle mura, esisteva un fossato, e questo rendeva la città ancor più protetta da qualsiasi male intenzionato.

 

Le abitazioni si trovavano tutte all’interno delle mura.

 Vigeva il divieto assoluto, di costruire abitazioni, a ridosso delle mura esterne.

 La città dunque, appariva come una sorta di roccaforte, che difficilmente permetteva di essere espugnata. La popolazione viveva principalmente di agricoltura.

 Al sorgere del sole, i contadini uscivano dalle “porte”, per andare nei campi, e, al calare della sera, dovevano affrettarsi a rincasare, se non volevano rischiare di dormire all’addiaccio.

In quegli anni, esistevano diversi molini a olio, tra i più famosi, quelli di Micara, Calcagnini, e altri.

In via Valle Cupa, esisteva un’industria per la lavorazione della canapa, della corda, e dei fiscoli, che, servivano ai frantoi dell’olio, il proprietario si chiamava Matteucci.

Famoso era il caseificio di Fulvi, che già allora mandava il formaggio in America. C’era lo zuccherificio, che si trovava nella zona delle Pietrare; la fabbrica dei fiammiferi di proprietà di Ascenzi; la Cartiera, il cui proprietario era Salani; i molini di grano; tra i più conosciuti quelli di Medori, Parenti, Borghesi, e altri.

 A fianco di Santa Maria in Gradi, che una volta ospitavano le carceri, esisteva la fabbrica di ceramica Tedeschi.

 Inoltre c’erano le cave di peperino; una pietra molto famosa di Viterbo, e queste cave, una, era di proprietà di Anselmi e un’altra di Corinti.

 Numerosi erano anche gli artigiani, che si trovavano quasi tutti, nel nuovo quartiere chiamato, San Faustino.

Rosanna De Marchi

2 thoughts on “E tu conosci Viterbo?”
  1. Bisognerebbe ricominciare ha chiudere le porte con una volta sarebbe lunica soluzione
    Per far rinascere questa meravigliosa città d dove sono nato e cresciuto.

  2. oggigiorno, credo non sia possibile,la gente si muove molto e in maniera diversa… e poi, visto come sono ridotte le antiche porte? Bello sarebbe, restaurare…ma nessuno risponde al nostro appello, buona serata

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