Comprensibili e fondati i timori e le paure di molti genitori del Bel Paese per il rientro a scuola tra pochi giorni dei propri figli.
Troppe norme al ribasso con molte forzature e interpretazioni leggere e approssimative rispetto alle norme anti covid per permettere tale apertura nei tempi indicati dal ministero.

Assolutamente in ansia e molto preoccupati anche i docenti, sia per essi stessi che per gli alunni.

Categoria, quella dei docenti, sempre bistrattata e presa di mira, sempre scarsamente presa in considerazione, nonostante i docenti non siano covid free, e le loro paure e le loro angosce per questo rientro aumentano proporzionalmente alla loro tarda età, al loro carico di acciacchi che li rende indifesi e vulnerabili, facile preda di eventuali contagi covid.

Visto che la loro voce è l’ultima a farsi sentire con forza e vigore, tutti si auspicano e si aspettano che siano i genitori a riprendersi dal loro torpore, urlando e facendosi sentire, affinché i propri figli possano rientrare in assoluta sicurezza nelle scuole, chiedendo ad alta voce e pretendendo che le scuole siano dei luoghi dove niente sia lasciato al caso o colpevolmente trascurato, e che venga fatto tutto il possibile per ridurre al minimo ogni rischio di contagio per la tutela della salute dei propri figli.

Perché essi sono il loro bene più prezioso e i genitori hanno il diritto, il dovere, l’imperativo categorico di tutelarli in ogni modo.

In nome di questo primario e irrinunciabile fine hanno il dovere e il legittimo pieno diritto di chiedere e pretendere la dimostrazione che le promesse fatte per mesi su messa in sicurezza delle scuole in funzione del contenimento dei contagi covid siano state mantenute e rigorosamente applicate punto per punto. Senza indugi e senza nessuna trascuratezza.

I genitori devono pretendere il rispetto del contenimento numerico e pieno rispetto del distanziamento, perché sarebbe un delitto, una imperdonabile leggerezza dalle conseguenze nefaste, ritrovarsi con classi di venticinque o ventisei alunni.

Devono urlare e pretendere che laddove ci siano classi con venticinque o ventisei alunni vengano sdoppiate, anche ricorrendo al fatto che venga incrementato l’organico di docenti e ATA, che il distanziamento sia assicurato con ogni mezzo per evitare che gli alunni siano tenuti legati e imbavagliati per ore, quasi che si trovassero non in un ambiente scolastico ma in un carcere di massima sicurezza.

Chi ha figli diversamente abili deve urlare ancora con più vigore e forza e pretendere che il proprio figlio abbia un insegnante dedicato fin dal primo giorno, affinché non venga lasciato solo e sentirsi cosi non solo rinchiuso in una prigione ma anche in una cella d’isolamento.

Per la sicurezza dei propri figli i genitori devono urlare e pretendere un potenziamento dei trasporti affinché gli alunni possano viaggiare in sicurezza e non accontentarsi di assurde deroghe messe come toppe su ogni inadempienza.

Perché ogni gioco al ribasso nelle norme da attuare avvicina sempre più pericolosamente il covid ai loro figli.

Già è stato commesso un imperdonabile errore e una grave mancanza quando i tagli sulla scuola hanno reso tutto più precario e difficile, quando i calcinacci o le finestre cadevano sulla testa degli alunni, quando pioveva sui loro banchi o d’inverno si moriva di freddo, quando i disabili venivano sballottati come pacchi postali da una parte all’altra in attesa di un’insegnante che non arrivava mai.

In questi casi i genitori hanno sempre fatto finta di niente, girando la testa dall’altra parte per far finta di non vedere, tollerando, sopportando e facendo del male ai propri figli, non tutelandoli nei loro diritti principali.

I genitori dovevano essere al fianco dei docenti quando questi scioperavano o protestavano per tutto questo e invece spesso li hanno attaccati e criticati perché la loro lotta creava dei disagi organizzativi…

Sbagliando ancora una volta nel non mettere al centro dell’attenzione il bene e la sicurezza dei figli.

Perché la scuola è la loro seconda casa ed è interesse comune, di tutti coloro che a scuola ci vivono, che tutto funzioni al meglio…

Non è il momento di sprecare tempo rincorrendo ad effimeri e beceri luoghi comuni per scaricare sui docenti la propria rabbia, perché si è tutti ugualmente vittime di un sistema da troppo tempo calpestato e non rispettato.

Certo anche tra i docenti ci sono tanti venditori d’illusioni,venditori di fumo.

Persone che con colpevole leggerezza e imperdonabile superficialità, anche in questi tempi pieni di pericoli legati alla convivenza con questo pericolosissimo e subdolo, quasi invincibile e ancora non del tutto conosciuto, nemico, persone che continuano a far finta di niente, disattendendo la piena attuazione di quelle rigide regole che se attuate costituiranno l’unica barriera possibile capace di schermare e proteggere gli alunni a scuola.

Per la massima protezione e tutela verso i propri figli i genitori hanno il diritto, il dovere, di stanare queste persone e di urlare loro di cambiare rotta.

Di non sottovalutare i pericoli di un nemico cosi subdolo e invasivo, che non ammette leggerezze o valutazioni superficiali.

È ora che i genitori aprano gli occhi, destandosi dal proprio stato di torpore e urlino fino a farsi sentire.

Lo si deve ai propri figli, al loro essere soggetti deboli e fragili.

Perché questa continua corsa al ribasso nel rispetto e nelle severe applicazioni delle norme anti covid renderà loro, per primi, facile preda del virus.

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