Una prova della correttezza della procedura educativa è la felicità del bambino (Maria Montessori)

Maria Tecla Artemisia Montessori è stata un’educatrice, pedagogista, filosofa, medico, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana.
Le donne dovrebbero essere orgogliose di lei nella loro battaglia per l’emancipazione femminile :
è stata infatti una delle prime donne a laurearsi in medicina in Italia., nel 1896, alla Sapienza di Roma, con una specializzazione in neuropsichiatria.

Maria Montessori è l’unica donna raffigurata in una banconota italiana, quella delle 1000 lire (stampata dal 1990 al 1998).

È nata il 31 agosto 1870: quest’anno si è celebrato il 150° anniversario della sua nascita.

Ai primi del Novecento, ha pian piano elaborato e sviluppato il metodo educativo che porta il suo nome.
Nel 1907 aprì la sua prima «Casa dei bambini» in un edificio popolare di Roma, dedicandosi ai più piccoli, studiando un sistema di educazione adatto a loro.

Maria Montessori ha avuto un figlio, partorito di nascosto nel 1898 perché non era sposata. L’ha affidato a una famiglia di un paesino del Lazio e successivamente l’ha iscritto in un collegio.

Il ragazzo (di nome Mario), compiuti i 14 anni, è andato a vivere con Maria Montessori, credendo di essere suo nipote. Ha scoperto di essere suo figlio alla morte di lei, dopo l’apertura del testamento.

Ma su quali principi è fondato il metodo Montessori ancora tanto usato?

“Aiutami a fare da solo” è il suo motto.

Prima di Maria Montessori, i più piccoli non erano considerati esseri indipendenti ma appendici dei genitori e degli adulti in generale.
Invece, la graduale acquisizione dell’autonomia fin da piccoli è importantissima.

ll suo metodo non comprende né voti, né premi né punizioni. Il premio è il raggiungimento dell’obiettivo che l’adulto che è il bambino si sono prefissati, verso la conquista dell’autonomia. Quindi niente «bravo!» né lodi varie, così come sono da evitare le umiliazioni, ovviamente.

Le mani sono una delle parti del corpo più importanti in quanto primario organo dell’intelligenza: attraverso di esse si conosce il mondo, toccandolo, quindi è necessario favorire il più possibile la manualità.

La pratica batte la teoria 1 a 0.

Secondo la Montessori, i bambini imparano meglio in un ambiente ordinato: l’abitudine all’ordine permette anche ai piccoli di capire l’importanza del riporre e sistemare giocattoli e oggetti non appena si smette di usarli.

Solitamente a scuola i bambini vengono distribuiti nelle varie classi in base all’età però Maria Montessori la pensava diversamente. Secondo lei, formare gruppi misti con bambini di età diverse stimolerebbe maggiormente l’apprendimento. In classi che raggruppano bambini più piccoli e più grandi avverrebbe, secondo lei, che i piccolini siano incuriositi da ciò che fanno i più grandi. Dall’altra parte, ai grandi farebbe piacere insegnare ai piccoli e sarebbero spronati a migliorarsi.

Inoltre, i bambini, secondo il metodo di Maria Montessori, vanno educati al contatto diretto con la natura.

A 150 anni dalla nascita, Maria Montessori e il suo metodo sono più attuali che mai, nonostante i grandi progressi in campo pedagogico- didattico.

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