Dalla caccia alle streghe alle strette di mano, accompagnate da onerosi esborsi e sorrisi a trentadue denti. La querelle Benetton-Stato italiano era d’altronde avviata da tempo verso una conclusione prevedibile, con buona pace di chi ancora invoca la revoca delle concessioni.

Una parola, quest’ultima, uscita definitivamente dal vocabolario del governo giallorosso. Piuttosto, l’accordo con gli imprenditori trevigiani non è ancora stato definito ma è stato già salutato con entusiasmo dalle borse: Atlantia ha fatto registrate un +15,11% dopo che Bloomberg ha anticipato lo schema di accordo che prevede il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti passando per il mercato, attraverso un aumento di capitale. Ormai, insomma, ci siamo.

Il Movimento Cinque Stelle ha così sventolato, per l’ennesima volta, la bandiera bianca, accantonando quei toni bellicosi che, il giorno dopo la tragedia del Ponte Morandi nel 2018, aveva spinto molti esponenti grillini a sfidare apertamente i Benetton: “Revoca senza se e senza ma”. Una bella favola raccontata per un po’, a turno, dai vari Toninelli, Di Maio, persino il premier Conte. E poi riposta sullo scaffale della narrativa per bambini, lasciando spazio a un compromesso decisamente più vantaggioso per i Benetton, che da questa vicenda usciranno con il portafogli molto più gonfio.

Stando sempre a Bloomberg, infatti, l’operazione dovrebbe svolgersi in due fasi, con un aumento di capitale in contemporanea all’ingresso in Borsa della nuova società. Atlantia dovrebbe scorporare il 70% di Aspi e collocarlo in un’impresa quotata a Piazza Affari mentre verrà lanciato l’aumento di capitale pari a 6 miliardi di euro, così da garantire la partecipazione di Cdp e altri investitori. I fondi raccolti servirebbero in parte a ridurre l’indebitamento e comprare la quota del 18% rimasta ad Atlantia, per un totale di 4 miliardi. Niente più guerra ai Benetton, insomma, anche per il rischio di un intervento dell’Ue che prolungherebbe le operazioni ulteriormente. Il mercato sarà la strada da percorrere, con una pietra già posta sul passato.

E d’altronde gli imprenditori sotto accusa ormai da due anni saranno, in questo scenario, tra quelli che potranno sorridere di più. I Benetton si libereranno infatti di Aspi a un prezzo più che soddisfacente: si parla di 11 miliardi di euro, valutazione ben superiore rispetto a quella (tra i 6 e i 9) su cui aveva ragionato inizialmente il governo. Tanti, tantissimi soldi, molti più di quanto il governo Conte aveva fatto credere agli italiani. Ma d’altronde è ormai chiaro che a credere a certe promesse si rischia solo di rimanere delusi.

FONTE: Il Paragone.it

One thought on “Il governo alza bandiera bianca: ai Benetton andrà un fiume di soldi”
  1. Una vera vergogna…caro governo ti dovresti dimettere immediatamente e andare a nasconderti. Nessuno avrà nostalgia tranne il diffamatore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *