Mancano due settimane al fatidico primo giorno di scuola del nuovo anno scolastico.Non in tutte le regioni. Sei regioni, alle quali altre si aggiungeranno nei prossimi giorni, hanno posticipato l’apertura a lunedi 24 settembre per finalizzare al meglio ancora approssimative le linee di prevenzione covid. Sarà un avvio di anno scolastico diverso da tutti gli altri anni, tra paura per la forzata convivenza con un nemico subdolo e altamente contagioso, nuovi regolamenti e dubbi, molti, ancora da sciogliere e da risolvere.

Ogni mattina sarà necessario da parte dei genitori controllare la temperatura corporea degli studenti al momento dell’uscita da casa.

Nel caso di febbre pari o superiore a 37,5 lo studente non potrà recarsi a scuola ma dovrà forzatamente rimanere a casa. Stesso discorso se manifesta sintomi che in qualche modo potrebbero essere collegati al covid, come raffreddore, tosse persistente, disturbi di stomaco e cosi via.

Per raggiungere l’istituto sarà possibile usare i mezzi di trasporto pubblico: in base all’accordo raggiunto tra le Regioni i bus, le metropolitane e gli scuolabus potranno raggiungere la capienza massima all’80%. La capienza massima tollerata può aumentare nel caso di tragitti brevi, al massimo di 15 minuti.

Anche se ai comuni mortali rimane difficile da capire perché il covid dovrebbe attendere il fatidico sedicesimo minuto prima di svegliarsi e contagiare gli alunni presenti sull’autobus.

Per garantire la sicurezza a bordo, sarà obbligatorio indossare la mascherina, dovranno essere presenti dispense per pulire le mani e dovranno essere utilizzati separatori mobili tra i sedili.

Una volta arrivati a scuola non sarà possibile creare assembramenti davanti al cancello, per questo gli istituti stanno preparando orari di ingresso a piccoli gruppi scaglionati con intervalli minimi di 10-15 minuti per evitare la ressa all’ingresso. Lo stesso vale per l’uscita.

Si entrerà a scuola rigorosamente con la mascherina, si procederà verso la classe mantenendo il distanziamento, sempre rigorosamente con la mascherina, e seguendo le istruzioni fornite da indicazioni sulle pareti e sul pavimento, con adesivi colorati.

In classe, una volta raggiunto il banco monoposto, quando arriveranno e se arriveranno, la mascherina si potrà togliere. Nei casi in cui, per mancanza di spazi, il banco non è distanziato di un metro dagli altri e da almeno due metri dalla cattedra la mascherina va obbligatoriamente tenuta per tutto il tempo scuola dagli studenti con età superiore ai sei anni .

Per gli studenti che mangiano a scuola, anche il momento della mensa subirà modifiche sostanziali.

Dovrà assolutamente essere rispettato il parametro di 0,40 mq ad alunno. In pratica in una aula mensa di 100 mq non possono essere inseriti più di 40 alunni contemporaneamente.

Assolutamente necessario e perentorio applicare questo parametro in ottica di prevenzione contagio.

Se i locali del refettorio non sono abbastanza spaziosi per ospitare tutti gli alunni rispettando questi parametri, perché è bene ricordare che le norme sul distanziamento sono assolutamente rigide e inderogabili per quanto concerne lo spazio mensa, si dovrà obbligatoriamente consumare il pranzo nella propria classe con vassoi appositi e pasti mono-porzione.

In palestra dovrà essere rispettata la distanza perentoria di due metri tra gli alunni e non potranno essere eseguiti giochi di gruppo o movimento, per far si che sia sempre mantenuta la distanza dei due metri. Ad ogni cambio classe la palestra dovrà essere rigorosamente sanificata.

L’uscita dalla scuola dovrà seguire le stesse regole dell’ingresso. Si applicherà la norma sul distanziamento anche nei corridoi e si esce in maniera scaglionata, a piccoli gruppi, evitando assembramenti di genitori, alunni o docenti fuori dai cancelli.

Ovviamente nelle scuole nelle quali non verranno rispettati e applicati rigorosamente questi parametri, saranno in primis chiamati il Dirigente Scolastico, inquadrato dalla normativa anche come datore di lavoro e quindi obbligato ad attuare tutte le norme per la tutela della salute del personale della scuola e degli alunni che la frequentano, e in concausa i docenti, a rispondere civilmente e penalmente in caso di eventuali contagi all’interno della scuola dovuti alla non applicazione di queste norme.

Nel caso in cui, durante la giornata scolastica, un alunno dovesse manifestare sintomi compatibili con la febbre, scatterebbe la procedura di prevenzione covid.

L’alunno verrà isolato nell’aula Covid, uno spazio individuato prima dell’avvio delle lezioni e riservato a questo tipo di isolamenti. L’ alunno resterà comunque in compagnia di un adulto, preferibilmente il referente covid della scuola. Immediatamente verranno avvertiti i familiari sempre da questo referente covid, una persona interna alla scuola che avrà il compito di monitorare le possibili criticità e di mantenere un filo diretto con i medici della Asl territoriale.

Nel minor tempo possibile i genitori dello studente porteranno a casa il ragazzo e allerteranno immediatamente il medico di famiglia o pediatra. Da qui partirà la procedura sanitaria vera e propria.

Verrà effettuato il tampone allo studente e i medici valuteranno la procedura da seguire in base al risultato.

Nel caso in cui lo studente risultasse positivo al Covid si procederà con lo screening su tutta la classe e su tutti i contatti avuti dallo studente nelle ultime 48 ore. I medici valuteranno e decideranno se mettere in quarantena tutta la classe o l’intera scuola.

Nel caso in cui un docente risultasse positivo al Covid, i controlli e il tracciamento interesserebbero tutte le classi in cui ha insegnato nei giorni precedenti. Anche in questo caso l’estensione della quarantena verrebbe decisa dal medico della Asl competente.

Per rientrare a scuola, lo studente risultato positivo dovrà verificare l’avvenuta guarigione raccogliendo due tamponi negativi eseguiti a distanza di 24 ore l’uno dall’altro.

Nel caso invece di uno studente o di un docente con sintomi sottoposto al tampone, che risulta negativo, sarà obbligatorio la ripetizione del tampone dopo 2-3 giorni.

Punto dolente sono le molte cattedre ancora prive di titolare, che restano uno dei punti ancora in bilico per capire come realmente riapriranno le scuole. Il ministero ha autorizzato 85mila assunzioni ma difficilmente verranno tutte realizzate. Nei prossimi giorni si procederà affidando l’incarico ai supplenti che quest’anno dovrebbero superare le 200mila unità. Anche questa operazione non è chiara come tempistica visto il reperimento di un numero cosi elevato di precari.

Punto critico sarà il rispetto nelle aule degli spazi del distanziamento: ancora in queste ore sono in corso le ricerche da parte delle scuole di nuovi spazi aula per fare lezione. Garantire il distanziamento in classe sarà l’unica via perseguibile per evitare la mascherina ai più piccoli e la didattica a distanza per i più grandi.

Per quanto riguarda la Didattica a distanza, che è stata necessaria durante il lockdown, anche se temuta per il nuovo anno scolastico, sarà inevitabile in tanti casi: già dal primo settembre sono partiti i corsi di recupero online, in tante scuole, e ci sono scuole superiori che adotteranno questa strada per tutto l’anno dividendo le classi tra lezioni in presenza e lezioni a distanza.

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