Il baritono Fausto Ricci, illustre baritono nato a Viterbo il 15 febbraio 1892-1964  

Da un ricordo di Francesco Morelli,che conosceva tutto di Viterbo, compresi i suoi abitanti, e basta un piccolo accenno a qualcosa o qualcuno che subito è pronto a raccontare un aneddoto. Quello che ci sta per dire riguarda il famoso baritono Ricci.

“Un giorno il baritono Fausto Ricci stava percorrendo insieme alla famiglia la via Cassia quando all’altezza della località Le Farine fu bloccato dalle SS che, scese dalle camionette e con i mitra spianati, urlano: “Noi cercare baritono Ricci, lui amico Partigiani, dove essere Ricci!”

A quel punto Fausto Ricci scese dalla macchina e si presentò dicendo loro: “Sono io Fausto Ricci!” Ma i tedeschi non gli credettero, lui, però, aveva in tasca un lasciapassare che non lasciava spazio a dubbi.

Estrasse dalla tasca un invito da parte del maresciallo Kesserling, che lo convocava a Roma per un concerto che lui avrebbe dovuto tenere per le forze armate.

Mostrò l’invito all’ufficiale, il quale lo fece leggere all’interprete, ma entrambi erano incerti, anzi aggiunsero che lui non era il baritono che stavano cercando e che, per il fatto di aver mentito, lo avrebbero fucilato all’istante.

Fausto Ricci non era certo una persona che si perdeva d’animo; immediatamente, nonostante la tensione, intonò a gran voce il suo cavallo di battaglia ”nemico in Patria”.

Le persone che erano presenti ma, che non avevano seguito il discorso fatto tra Ricci, l’ufficiale e l’interprete, si preoccuparono e temettero per la salute psicologica di Fausto Ricci.

Arrivarono a pensare che fosse uscito di senno a causa della paura.

L’ufficiale, per fortuna amante del bel canto, si convinse e lo incitò a continuare. Finalmente gli credettero e lo lasciarono libero di continuare la sua strada, facendo a lui e alla sua famiglia le più sentite scuse.

Un’altra volta si era recato in Francia, sempre per un concerto.

Mentre passeggiava per le strade di Parigi, in compagnia di alcuni suoi amici, passando davanti ad un negozio notò un bellissimo cappotto di pelliccia. Entrò e chiese il prezzo, non costava poco per la verità.

Era lungo, prestigioso, molto caro,cercò di ottenere uno sconto, ma il proprietario per tutta risposta gli rispose: ”Lo sconto lo farei soltanto a una persona, al baritono Ricci, l’italiano; anzi, se avessi la fortuna di sentirlo cantare da vicino, la pelliccia gliela regalerei”.

Fausto Ricci non credette alle sue orecchie, guardò il proprietario e con un largo sorriso lo invitò a tirare giù la saracinesca del negozio.

Questi inizialmente restò sorpreso di questa richiesta, poi incuriosito, eseguì quanto gli era stato richiesto.

A questo punto Fausto Ricci si mise a cantare, lasciando senza parole il negoziante.

Dopo aver cantato un paio di romanze, il proprietario senza più proferire parola, prese dalla vetrina il capo d’abbigliamento che interessava all’artista e glielo fece provare.

Quella volta Fausto Ricci tornò in Italia indossando una lunga e favolosa pelliccia.

Rosanna De Marchi

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