Animal Welfare Institute ha comunicato, sulla base delle statistiche pubblicate dalla Fishermen’s Sales Organization (Råfisklaget), che quest’anno i cacciatori norvegesi hanno ucciso più balene che negli ultimi 3 anni, ben 481 esemplari contro i 429 dell’anno scorso. E purtroppo non è ancora finita la stagione.

La maggior parte degli esemplari uccisi sono femmine, il 70%, molte incinte, cosa gravissima perché “può avere un impatto sulla diversità genetica e rallentare la crescita della popolazione“, come ha sottolineato Kate O’Connell, consulente per gli animali marini presso l’Animal Welfare Institute (AWI).

E non sono state le uniche vittime della caccia perché gli arpioni colpiscono spesso anche altri esemplari, ferendoli gravemente.

Le uccisioni hanno raggiunto il triste record nonostante un notevole calo di vendite interno di carne di balena, ma la Norvegia, per ovviare al problema, ha puntato sull’esportazione verso le Isole Faroe, l’Islanda e il Giappone.

E questo nonostante la caccia commerciale alle balene sia stata vietata dall’IWC, la Commissione Baleniera Internazionale, tramite una moratoria del 1982 valida su scala mondiale.

Sebbene molti paesi l’abbiano accettata, alcuni, tra cui la Norvegia, hanno approfittato di una clausola dell’ICRW, Convenzione internazionale per la regolamentazione della caccia alle balene, che permette ai membri di presentare un’obiezione. In questo modo può continuare indisturbata a violare la moratoria.

Ma AWI e altre organizzazioni hanno deciso di opporsi alla decisione del paese per impedire che la flotta baleniera si espanda ancora.

FONTI: https://www.greenme.it/informarsi/animali/norvegia-ucciso-balene-record/

Animal Welfare Institute

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