La predazione degli animali selvatici nei boschi di Caronia avrebbe ‘compromesso’ la possibilità di avere le risposte che la famiglia cerca sulla morte del piccolo Gioele Mondello. Lo rende noto la consulente di parte civile al termine dell’autopsia

L’autopsia sui resti di Gioele Mondello è iniziata presso la camera mortuaria del Policlinico di Messina. Il corpo del bambino era stato ritrovato il 19 agosto a poche centinaia di metri dal luogo in cui si trovava il cadavere della mamma Viviana Parisi. Anche Daniele Mondello, è presente. Il papà di Gioele è fuori dalla camera mortuaria, insieme al padre Letterio e alla sorella Mariella.

Intanto continuano le ricerche di resti umani del piccolo nelle campagne di Caronia come conferma l’avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia di Daniele Mondello: “Faranno ulteriori ricerche- spiega Venuti- perché ci sono ancora delle parti mancanti del corpo”.  L’altro legale della famiglia, l’avvocato Claudio Mondello, cugino di Daniele, spiega che il corpo del bimbo “É stato verosimilmente trascinato” nel luogo in cui e’ stato trovato. “Non sappiamo la posizione originaria” dove è morto. Dagli accertamenti irripetibili di tipo biologico che sono stati eseguiti dalla polizia scientifica di Palermo sull’Opel Corsa di Viviana Parisi e disposti dal Procuratore di Patti su sei campionature effettuate il 6 agosto scorso sull’auto della donna per verificare l’eventuale presenza di profili genetici ed eventuali future comparazioni e particolari emersi dall’autopsia sul bambino, riprende quota alla tesi che Gioele possa essere rimasto ferito mortalmente nell’incidente stradale sulla A20.

All’esame autoptico partecipa la task force di periti nominati dal Procuratore di Patti (Messina) Angelo Vittorio Cavallo. Sono stati nominati, in particolare, Daniela Sapienza, professore associato di Medicina Legale presso l’università di Messina e medico legale, Elvira Ventura Spagnolo il medico legale, che ha già eseguito l’autopsia sul cadavere di Viviana Parisi, Stefano Vanin, professore associato di zoologia presso l’università di Genova, entomologo. E ancora, Rosario Fico, responsabile del Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria, in servizio presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana “Aleandri”, zoologo, esperto in materia di segni e tracce animali impresse sui corpi, Rita Lorenzini, in servizio presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana “Aleandri” – Laboratorio di Diagnostica Molecolare Forense, zoologa e genetista esperta in materia di fauna selvatica e non ma anche Roberta Somma, presso l’università di Messina, geologa forense, esperta nell’analisi di terreni e resti umani in essi conservati.

 

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