Uno studio ha rilevato che il 37% di coloro che possiedono un animale domestico lo considera al pari di un figlio

Si celebra oggi, 26 agosto, la Giornata mondiale del cane, arrivata alla 16esima edizione.  Ideata nel 2004 dalla comportamentista cinofila e scrittrice americana Colleen Paige, una vera e propria star negli Stati Uniti, da anni impegnata in prima linea come avvocato in difesa degli animali e sostenitrice del benessere animale.

È a lei che si devono numerose altre “giornate mondiali” dedicate agli amici a quattro zampe (e non solo), come quella del gatto, dei cuccioli, degli animali selvatici e così via. La data del 26 agosto è stata scelta poiché in questo giorno di tanti anni fa, quando la Paige aveva solo 10 anni, i suoi genitori adottarono il loro primo cagnolino, spalancandole le porte a un mondo completamente nuovo e più “scondinzolante”. Alla Giornata Mondiale del Cane è dedicato anche un sito ufficiale, ovvero nationaldogday.com.

La Giornata serve a celebrare tutte le razze, miste e pure, che sono fonte di benessere psicologico e fisico per l’uomo, ma anche per sensibilizzare la persone sul numero di cani che andrebbero adottati ogni anno dai canili. Secondo il Censis, nelle case degli italiani ci sono 7 milioni di migliori amici a quattro zampe.

Uno studio condotto da Swg per Ca’ Zampa, gruppo di centri per il benessere degli animali domestici, rivela che il 37% di coloro che possiedono un cane lo considera al pari di un figlio. Il 12% si sente persino più compreso dai propri animali che da figli.

Tutti coloro che hanno un cane sanno bene quanta gioia e amore possono regalarci questi animali, ma non tutti forse sanno che rappresentano vero e proprio toccasana per la salute. A dimostrarlo numerose ricerche scientifiche. Una recente indagine del Massachusetts General Hospital, ad esempio, ha dimostrato che tendiamo a trattare i nostri cani come figli perché il nostro cervello li percepisce come tali. “Ci sono diverse similitudini per quanto riguarda le attivazioni mentali che entrano in gioco alla vista delle foto dei cani e dei figli e che riguardano l’emozione, la gratificazione, l’affiliazione, i processi visivi e le cognizioni sociali”, hanno dichiarato gli autori della ricerca. Un altro studio condotto da scienziati americani e pubblicato sulla rivista PNAS ha addirittura dimostrato che i loro muscoli facciali si sono evoluti per migliorare la comunicazione con noi. In altri termini, le numerose espressioni che riusciamo a cogliere osservandoli, e con esse le relative esigenze, non sono altro che frutto della coevoluzione millenaria.

Avere un cane migliora l’umore di tutto il nucleo famigliare, dai più piccoli agli anziani, ma per chi vive solo – soprattutto durante la terza età – Fido aiuta ad abbattere in modo significativo il senso di solitudine, promuovendo al contempo l’attività fisica e gli incontri sociali durante le immancabili passeggiate al parco, o comunque fuori casa. Il Centro Studi Senior Italia ha dimostrato che chi ha un cane ha oltre il 50 percento di probabilità in più di non essere sedentario rispetto a chi non possiede un cane. Se ciò non bastasse, secondo uno studio dell’università svedese di Uppsala, le persone che vivono sole con un cane hanno un rischio ridotto di morte prematura del 33 percento e di avere un attacco cardiaco dell’11 percento, rispetto a chi non ha un cane. Un’altra ricerca pubblicata sull’American Journal of Cardiology ha invece evidenziato che per chi ha avuto un infarto, il rischio di morte a un anno dall’evento è minore del 50 percento se si ha un cane. Lo studio “Dog Ownership and Survival” pubblicato su Circulation cardiovasculare quality and outcomes ha infine rilevato per i proprietari di cani un rischio ridotto di morte per infarto e ictus.

Se tutto ciò non bastasse, basti pensare all’aiuto preziosissimo che i cani forniscono durante le catastrofi come terremoti con crolli, nei salvataggi in mare o in montagna e nella ricerca delle persone disperse. Sono sempre più numerose le ricerche che dimostrano la capacità di questi animali di rilevare malattie come il cancro attraverso il loro sensibilissimo fiuto. Recentemente una ricerca italiana guidata da scienziati dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro ha dimostrato che chi possiede un cane potrebbe avere un rischio inferiore di ammalarsi di COVID-19, l’infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, mentre scienziati dell’Università di Medicina e Veterinaria di Hannover (Germania) hanno determinato che i cani possono riconoscere l’odore scaturito dalla positività al virus, con tutto ciò che ne consegue in ambito in ambito diagnostico. Insomma, di motivi per celebrare il legame speciale con i cani ce ne sono a migliaia – quelli riportati qui non sono che una frazione -, dunque se ne avete uno oggi non mancate l’occasione di fargli qualche carezza in più.

Fonti: Fanpage/Tg com24 mediaset

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