Studi internazionali (uno anche italiano) suggeriscono queste vaccinazioni contro il Covid-19. E dimostrano come funzionano

In attesa di un vaccino che verrà, ci sono già due vaccini pronti che in autunno potrebbero aiutarci a prevenire il Covid-19, in qualsiasi forma. Si tratta del vaccino contro il virus dello Pneumococco, il batterio che causa le polmoniti, e del vaccino che previene l’influenza stagionale.

VACCINO ANTINFLUENZALE E COVID-19

Chiariamo: non esiste una certezza scientifica, ma una serie di studi di fonti molto autorevoli, che dimostrano in modo evidente l’utilità di questi vaccini per prevenire il coronavirus. Partiamo dal primo, che debella lo Streptococco Pneumonaie (o Pneumococco), il batterio responsabile delle polmoniti batteriche. Ecco il racconto del professore Massimo Galli, direttore del Reparto di Malattie Infettive Luigi Sacco di Milano e presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali: “Da un nostro studio emerge un dato certo e molto interessante. Si infetta di più di Sars-CoV-2 che non si è vaccinato contro il virus dell’influenza o contro lo pneumococco. Viceversa sono più protetti i vaccinati”. La ricerca realizzata al Sacco di Milano ha superato tutti gli esami di attendibilità ed è stata pubblicata sulla rivista internazionale Vaccine, che in qualche modo battezza i vaccini che funzionano.

VACCINAZIONE ANTIPNEUMOCOCCICA

Questo vaccino contro le polmoniti è particolarmente adatto per alcune categorie che sono più esposte ai rischi al polmone e agli attacchi del coronavirus: gli over 65 uomini e donne che soffrono di malattie croniche, o respiratoriecardiovascolari diabete. Le stesse categorie più esposte agli attacchi del coronavirus.

La vaccinazione antipneumococcica, nonostante lo sdoganamento della comunità scientifica rispetto al Covid-19, viene piuttosto maltratta sul sito ufficiale dell’Istituto superiore della Sanità. Dove si legge in modo perentorio che “non offre protezione contro il Sars-CoV-2” Un giudizio che forse andrebbe aggiornato.

VACCINO PER L’INFLUENZA STAGIONALE PER COMBATTERE COVID-19

E passiamo al vaccino antinfluenzale. Qui la ricerca più recente e aggiornata è stata realizzata dall’università di Hong Kong ed è stata pubblicata sulla rivista Lancet. In parole povere: l’influenza invernale facilita l’ingresso del coronavirus nei polmoni in quanto alcuni ceppi influenzali amplificano la presenza dei recettori utilizzati dal coronavirus per attaccare le nostre cellule. Se ciò è vero, allora il vaccino antinfluenzale è utile non solo per distinguere l’influenza dal coronavirus, ed evitare terapie sbagliate o sottovalutazioni della patologia, ma anche, e diciamo pure innanzitutto, per prevenire gli attacchi del coronavirus. Tutti elementi che ci portano a prendere in seria considerazione la raccomandazione del professore Galli: “Vaccinarsi in autunno“. Almeno per le categorie più a rischio.

Fonte: https://www.nonsprecare.it/vaccino-antinfluenzale-covid-19?fbclid=IwAR39VokaS-9BTlDs952ni5WoXTDKo5q0UUl42PHME6tpmbXFywmHtotKvyc&refresh_cens

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