Sono state davvero poche, nel ‘500, le pittrici capaci, come lei, d’aver successo in un mondo in cui predomina l’arte maschile.

 

Lavinia Fontana fu una grande pittrice del tardo rinascimento, nota per i suoi ritratti ed autoritratti nei quali mostra la sua capacità di introspezione psicologica, tipica della sensibilità femminile.

Il suo stile manierista è di tipo emiliano,
e si differenzia da quello degli artisti contemporanei per la estrema precisione dei particolari
soprattutto negli abbigliamenti e acconciature femminili.

Nacque a Bologna il 24 agosto 1552.
Lavinia era figlia del pittore manierista Prospero Fontana, nella cui bottega poté attingere, accanto agli insegnamenti del padre, ad una vasta gamma di esperienze pittoriche emiliane (dal Parmigianino a Pellegrino Tibaldi), venete (Veronese, Jacopo Bassano), lombarde (Sofonisba Anguissola) e toscane.

L’artista frequentò anche i Carracci.

Si narra che, ricevuta dal pittore imolese Giovan Paolo Zappi la richiesta di sposarlo, la già attempata (25 anni) Lavinia pose la condizione di poter continuare a dipingere. Zappi accettò la cosa, tanto che rinunciò in pratica a lavorare in proprio e assunse il ruolo d’assistente della moglie.

Nel 1603 si recò a Roma invitata da Clemente VIII e qui collezionò i suoi maggiori successi, anche grazie alla conoscenza ed allo studio delle famose opere  dei grandi artisti che l’avevano preceduta alla Corte dei Papi.

Nella sua opera si incontrano spesso anche soggetti mitologici, biblici e sacri. Le prime commesse pubbliche che ottenne furono, nel 1584, la Madonna Assunta di Ponte Santo e i santi Cassiano e Pier Crisologo (Imola, Palazzo comunale) e un dipinto dell’Assunzione della Vergine per una chiesa bolognese.

È con Fede Galizia e Artemisia Gentileschi una delle prime pittrici a ritrarre scene bibliche e in particolare i suoi personaggi femminili (come Giuditta e Maria Maddalena).

Nonostante i suoi tanti e grandi impegni come pittrice, trovò il modo di avere ed allevare ben 11 figli.

La produzione fu vasta e corposa: oltre ai numerosissimi ritratti di nobildonne, diplomatici e personalità d’ogni sorta, Lavinia dipinse un centinaio di pale d’altare (di cui ne sopravvivono 30 firmate e 25 con attribuzione contrastata) e realizzò diverse sculture di uomini in battaglia, in particolare con cavalli e altri tipi di bestiame.

Nel 1613 si ritirò in convento col marito a seguito di una crisi religiosa e l’anno dopo morì.

La grande artista rinascimentale ha lasciato un segno importante nella storia dell’arte.

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