Un corpo celeste di dimensioni esigue potrebbe entrare nell’atmosfera a novembre, ma le probabilità di caduta sono infinitesimali. L’interesse scientifico è un altro…

Non bastava la recrudescenza del virus. Un’altra potenziale minaccia arriva dal cielo anche se, a sentire gli scienziati, proprio una minaccia non sarebbe. Un asteroide in rotta di collisione con la Terra e, secondo i calcoli, a novembre dovrebbe arrivare a destinazione e, realmente, finire la sua corsa sul nostro Pianeta. Fortunatamente, però, le sue dimensioni sarebbero troppo piccole per poter far danni. Inoltre, a ben vedere, nonostante la precisione dei calcoli potrebbe anche darsi che, alla fine, l’asteroide decida di non cadere sulla Terra. O magari di sgretolarsi prima. La probabilità più certa in realtà, come per la maggior parte dei corpi celesti che entrino nella nostra atmosfera.

“Questo asteroide si sta avvicinando dalla parte del cielo diurno, quindi solamente quando sarà prossimo al momento del passaggio e la sua osservazione sarà più agevole in orario notturno”, spiega Gianluca Masi, astrofisico del Virtualtelescope, che ha il coordinamento italiano dell‘Asteroid day. “Succede molte volte che ci sia un’alta incertezza sull’orbita, per piccoli asteroidi come questo, osservati a ridosso del passaggio. La sua taglia molto modesta, anche se dovesse verificarsi un impatto, non desta comunque preoccupazione. Vedremmo al massimo un grosso bolide”.

Mappatura dei corpi celesti

L’interesse per l’asteroide, individuato dal Palomar Observatory in California nel 2018 e battezzato 2018VP1, è pertanto meramente scientifico. Più che altro incentrato sulla capacità dei tecnici di individuare e calcolare la traiettoria anche di oggetti molto piccoli (l’asteroide in questione misura infatti appena due metri di diametro). Una strategia che, probabilmente, permetterà di mappare anche altri oggetti di dimensioni analoghe, visto che gli asteroidi in grado di provocare seri danni, anche molto gravi, sono tutti noti. E nessuno di loro sembra intenzionato a dirigersi verso di noi

L’asteroide diventato meteorite

L’ultimo meteorite degno di nota a essere entrato nella nostra atmosfera, in quel caso riuscendo a resistere fino a essere visibile a occhio nudo, risale al 2013. In quell’occasione, il corpo celeste fu osservabile chiaramente, sia in fase di traiettoria che nella successiva scia nebulosa lasciata nel cielo di Celjabinsk, in Siberia. Il meteorite, 15 metri di diametro e qualche migliaio di tonnellate di massa, produsse anche effetti tangibili, provocando la distruzione di migliaia di vetri e provocando almeno mille feriti. 2018VP1 un meteorite non dovrebbe diventarlo ma, in caso, potrebbe atterrare in tre diversi punti. Con una probabilità infinitesimale (0,41%) ma stimata con impressionante precisione. E questa è una buona notizia.

Fonte: https://www.interris.it/news/asteroide-terra/

 

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