L’alga verde (Caulerpa cylindracea) è una specie aliena invasiva di alga infestante che sta dilagando progressivamente anche in Tirreno, a causa di molteplici fattori e favorita dai cambiamenti climatici.

Il Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente (CURSA) ha condotto un progetto della durata di un anno, il CAR – finanziato con il fondo PO FEAMP della Regione Lazio –  per esplorare i fondali dei siti Natura 2000 sul litorale di Civitavecchia. In particolare, l’area di studio è stata quella che si estende da Punta Sant’Agostino a Santa Marinella, nel Lazio settentrionale.

Progetto CAR

Un subacqueo del progetto CAR.

Per fare il punto sulla sua diffusione e verificare gli effetti sull’ecosistema marino, le analisi e i monitoraggi hanno visto coinvolti i ricercatori dell’Università della Tuscia, ma anche diversi pescatori professionisti e amatoriali: le “sentinelle del mare”.  Dalle osservazioni è emerso che la Caulerpa cylindracea interagisce negativamente con le praterie di Posidonia oceanica.

In questa competizione, ad avere la meglio sulla pianta marina endemica del Mediterraneo, essenziale per la conservazione degli ecosistemi costieri, è l’alga infestante, originaria delle coste occidentali dell’Australia.

Una situazione diametralmente opposta è stata, invece, registrata sui fondali rocciosi superficiali, dove la presenza di Caulerpa cylindracea favorisce l’incremento dei microorganismi marini come crostacei, molluschi e policheti, con conseguente aumento della biodiversità locale.

L’interazione con i saraghi

Sarago maggiore

Sarago maggiore (Diplodus sargus). © Júlio Reis/CC BY-SA 3.0

Tra i risultati del progetto, è apparsa evidente la presenza di un’interazione diretta tra l’alga aliena e la popolazione locale di saraghi maggiori (Diplodus sargus). In tutti gli esemplari analizzati è stata riscontrata la presenza nel fegato di un metabolita secondario della CaulerpaQuesta scoperta potrebbe contribuire a gettare nuova luce sul fenomeno dei “saraghi di gomma”, ovvero saraghi che, una volta cucinati, risultano immangiabili a causa delle carni indurite.

Fonte: https://rivistanatura.com/le-sentinelle-del-mare-per-contrastare-lalga-infestante/

 

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