La settimana dei mercati – Mark Dowding, CIO di BlueBay (17 – 21 agosto 2020) – Questa settimana sono proseguite le condizioni di relativa calma sui mercati finanziari, con gli asset che si sono mossi per lo più lateralmente.

Negli USA, alcuni segnali di progresso nelle trattative fiscali hanno sostenuto il sentiment, anche se il ritardo nell’annuncio delle nuove misure potrebbe iniziare a pesare sui dati economici ad agosto. Dopo diversi mesi in cui l’attività economica è rimbalzata bruscamente, ci sono diversi segnali nei dati ad alta frequenza sul mercato del lavoro e i consumi che questo miglioramento si sia appiattito nelle ultime settimane.

Le minute della Fed non hanno fornito informazioni significative e i dialoghi USA-Cina sono stati sospesi, tuttavia vediamo pochi rischi per l’accordo commerciale Phase 1, anche se è probabile che vi sarà un aumento della retorica anti-Cina nel corso della campagna elettorale.

In Europa, i contagi di Covid-19 in aumento hanno fatto incrementare le restrizioni alla mobilità, mentre la Francia ha reso obbligatorio l’uso delle mascherine in tutti i luoghi di lavoro. Queste misure potrebbero limitare i tentativi dei policymaker di far tornare i dipendenti sul posto di lavoro e normalizzare l’attività economica.

Più in generale, vediamo margine per un divario più ampio tra l’Europa settentrionale e meridionale e sarà importante osservare se lo stress economico provocherà un aumento della volatilità politica nei prossimi mesi.

Parlando di politica: il clima negli USA

Gli sviluppi a Washington probabilmente domineranno i pensieri degli investitori per i prossimi due mesi circa. Questa settimana si è tenuta la Convention democratica e Joe Biden e Kamala Harris hanno accettato formalmente le nomine dal proprio partito.

Per ora, i democratici continuano ad avere un buon margine sui repubblicani, ma negli ultimi giorni l’impressione è che questo margine si stia restringendo, in particolare nella corsa al Senato.

Di conseguenza, le probabilità di un’“onda blu”, con una vittoria completa dei democratici nell’elezione del presidente, al Senato e alla Camera, sembrano essere diminuite. Questo resta comunque lo scenario di base al momento, ma può ancora succedere molto nei prossimi due mesi e il timore nei circoli democratici è che Biden perda supporto ogni volta che apre bocca.

Nel frattempo, gli strategist repubblicani sembrano essere giunti alla conclusione di non poter fare molto per migliorare il tasso di approvazione di Trump al 40% e di conseguenza puntano ad attaccare Biden, nella speranza di trascinare il suo tasso di approvazione su livelli simili.

Il desiderio implicito di limitare l’affluenza elettorale rendendo più complicato il voto postale e permettendo che si formino lunghe file alle urne per scoraggiare gli elettori meno impegnati in politica è una tattica che potrebbe favorire Trump nell’Election Day. Dopo tutto, è stata proprio la scarsa affluenza in alcuni Stati cruciali che ha fatto fallire la corsa di Hilary Clinton alla Casa Bianca.

Anche questa volta sembra che sia richiesto ai cittadini statunitensi di scegliere tra due candidati che non apprezzano molto. Le elezioni per ora non stanno avendo un impatto particolare sui mercati finanziari. Tuttavia, ciò potrebbe benissimo cambiare via via che ci avviciniamo all’autunno e il clima politico si surriscalda.

Regno Unito: di male in peggio

Se la politica statunitense può apparire a tratti una commedia, quella britannica ormai assomiglia più a una buffonata.

Con la ripartenza delle trattative su Brexit, la speranza è che il governo sia in grado di ottenere almeno un accordo scarno con l’Unione all’ultimo minuto nelle prossime settimane. Tuttavia, di fronte alla realtà incombente dell’uscita, sembra che vi siano ancora molti aspetti da risolvere e su cui trovare un compromesso. Per ora, il mantra del governo Johnson sembra essere che se qualcosa può andare male, lo farà.

Crediamo che un accordo verrà raggiunto a settembre, ma anche questa potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro. Da questo punto di vista, manteniamo una view relativamente negativa sulla sterlina e gli asset britannici.

Sonnolenza estiva per i mercati, tranne che sul forex

I mercati del credito corporate sono rimasti tranquilli nell’ultimo mese, con la scarsità di nuove emissioni che ha fatto comprimere gli spread. L’eccezione a questa regola è stato il mercato high yield USA, che è stato insolitamente attivo in questo mese, con alcune operazioni previste per settembre che sono state anticipate per approfittare delle condizioni di mercato relativamente positive.

Continuiamo a mantenere una bassa esposizione al rischio di credito per il momento, avendo monetizzato i profitti su molte posizioni, in attesa della ripresa delle emissioni a settembre. Sebbene l’offerta di credito sarà probabilmente più scarsa rispetto a quanto si è visto nella prima parte dell’anno, ci aspettiamo che vi saranno comunque opportunità di aggiungere rischio il prossimo mese e non abbiamo problemi ad aspettare. Anche nel credito sovrano vi sarà probabilmente un’offerta elevata.

I mercati valutari sono stati un’area di interesse per gli investitori in questo mese, con l’indebolimento del dollaro, che ha toccato nuovi minimi rispetto all’euro nell’ultima settimana. Tuttavia, l’impressione è che questo trend abbia perso molto dello slancio iniziale. Viceversa, le valute emergenti hanno sottoperformato nella loro reazione alla debolezza del biglietto verde, sottolineando alcune delle sfide fondamentali che l’asset class deve affrontare in assenza di flussi nell’azionario e obbligazionario in valuta locale da inizio anno.

Nell’ultima settimana, il rublo russo è finito sotto pressione per via delle tensioni politiche in Bielorussia. Gli sviluppi a Minsk creano il rischio di un intervento russo, che potrebbe provocare ulteriori sanzioni internazionali e possibili fughe di capitali.

Per il resto, le turbolenze politiche in Romania di questa settimana creano il rischio di declassamento del credito se le iniziative per tagliare l’aumento delle pensioni verranno bloccate. In generale, è interessante osservare come lo shock generato dal coronavirus stia portando le autorità dei vari Paesi a seguire diverse linee di azione nel tentativo di limitare le ricadute sulle proprie popolazioni.

Guardando avanti

Non ci sorprenderebbe se la prossima settimana seguisse il trend relativamente tranquillo e positivo che ha caratterizzato questo agosto finora. Alla fine del mese vi saranno le discussioni (virtuali) di Jackson Hole sulle politiche monetarie e gli investitori si aspettano notizie in merito alla review che la Fed sta effettuando sul proprio framework. Tuttavia, anche questo potrebbe non portare particolari sorprese, dato che si è già saputo che la Fed potrebbe gestire le politiche in modo da permettere all’inflazione di superare leggermente il target per compensare rispetto al passato.

Per il resto, il focus negli USA sarà probabilmente sulle trattative fiscali, dove è probabile che si raggiungerà un compromesso attorno ai $1.500 miliardi prima di settembre.

L’impressione è che tutti stiano aspettando che i mercati tornino a muoversi a inizio settembre. Nel frattempo, sembra che l’attenzione complessiva verso il Covid-19 stia iniziando a calare. Nonostante i bollettini giornalieri sui contagi, apparentemente ci siamo abituati a convivere con questa situazione. Allo stesso tempo, i tassi di mortalità continuano a diminuire, via via che le cure diventano più efficaci e il virus sembra mutare verso una forma meno letale. I sistemi sanitari sono ben lungi dall’essere sovraccarichi e in molti Paesi gli ospedali sembrano stranamente silenziosi.

Sempre di più, sembra che ora la paura del virus faccia più danni del virus in sé. Alcuni potrebbero dire che ci troviamo semplicemente nell’occhio del ciclone e che vi sarà una seconda ondata, tuttavia la curva negli USA si è appiattita e sembra che i lockdown verranno usati solo su base locale d’ora in poi.

Le immagini di una festa in piscina a Wuhan questa settimana ci hanno fatto realizzare bruscamente come la vita possa tornare alla normalità. Bisogna sorridere di come possiamo ora provare un po’ di invidia per un luogo per il quale fino a pochi mesi fa provavamo solo compassione. Questo ci ricorda di quanto rapidamente le cose possano cambiare.

Sarà un momento felice quando l’espressione ‘distanziamento sociale’ potrà finalmente essere dimenticata. Eppure, allo stesso tempo, quel detto secondo cui le persone sono più a rischio quando pensano che il rischio sia passato continua lanciarci un monito.

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BlueBay Asset Management

BlueBay AM, asset manager attivo e specializzato nel fixed-income, fondato nel 2001 e con oltre $60 miliardi di AUM (al 31 dicembre 2019), offre un’ampia e variegata gamma di strategie obbligazionarie, facendo leva su una lunga tradizione nella gestione alternativa ed avvalendosi di oltre 120 professionisti degli investimenti. Con sede a Londra e presenza in 8 paesi, BlueBay AM è controllata da Royal Bank of Canada, rispetto alla quale mantiene piena autonomia di investimento e sostanziale indipendenza operativa.

Mark Dowding, CIO

Mark Dowding, con oltre 25 anni di esperienza nel mondo degli investimenti, è in BlueBay dal 2010. In precedenza è stato Head of Fixed Income per l’Europa in Deutsche Asset Management, ruolo che aveva già ricoperto in Invesco. Ha iniziato la sua carriera come gestore obbligazionario in Morgan Grenfell nel 1993, dopo la laurea in Economia all’Università di Warwick.

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