“Nella mattinata odierna è stata effettuata una verifica tramite radio vhf: il collare emetteva segnale di mortalità e quindi è stata eseguita una ricerca sul posto fino al rinvenimento dello stesso, integro, a terra”

Si è definitivamente ritornati nelle condizioni della prima fuga di Papillon, quella volta il radiocollare era stato sganciato dal plantigrado alla cattura e successivo rilascio al Casteller.

In questo caso l’orso era munito di radiocollare e la Provincia aveva lanciato una mappa per seguire i suoi spostamenti Il plantigrado è stato sempre monitorato attraverso il sistema di geolocalizzazione.

Il 16 agosto scorso M49 si era spostato in zona Passo 5 croci – Val Cion, dove le trasmissioni gsm del collare risentono pesantemente della scarsa copertura telefonica.

“Il 19 agosto, alle 14, il collare ha inviato parecchie posizioni, anche del giorno precedente, confermando la posizione a monte di Malga Val Ciotto“, spiega la nota della Provincia, che aggiunge: “In assenza di ulteriori comunicazioni, nella mattinata odierna (venerdì 21 agosto) è stata effettuata una verifica tramite radio vhf: il collare emetteva segnale di mortalità e quindi è stata eseguita una ricerca sul posto fino al rinvenimento del collare integro a terra. Il monitoraggio proseguirà basandosi esclusivamente sull’analisi degli indici di presenza”.

L’orso si trovava a fine aprile rinchiuso al Casteller ma era riuscito a superare la recinzione elettrificata per aprirsi poi un varco e scappare in direzione Marzola. Da lì poi si è spostato per transitare in diverse zone fino a raggiungere nuovamente l’area del Lagorai. Insomma, un’altra beffa per la Provincia a trazione leghista, dopo la fuga-bis, M49 è riuscito a liberarsi del radiocollare.

Fonte: https://www.ildolomiti.it/cronaca/2020/rinvenuto-a-terra-il-collare-di-m49-la-pat-il-monitoraggio-proseguira-basandosi-esclusivamente-sullanalisi-degli-indici-di-presenza

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