Una rivoluzione fiscale, annunciata dal governo, che andrà ad esclusivo vantaggio dell’erario. Una trappola che colpirà quegli autonomi già devastati dalla crisi.

Sarebbe l’ennesima “mazzata” per le partite Iva. Una rivoluzione fiscale, annunciata dal governo, che fa tremare i polsi. Si tratta di una riforma che favorirà solo le casse dello Stato.

Senza alcuna semplificazione, a differenza da quanto sbandierato qui e là dal premier Giuseppe Conte, e dal suo ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. I giallorossi si nascondono dietro un dito: da una parte premono per un fisco amico degli autonomi, dall’altro si preparano a mettere in campo misure che andranno a esclusivo vantaggio dell’erario.

Il fisco potrebbe dire addio al sistema di acconti e saldi annuali che caratterizzano i mesi delle dichiarazioni dei redditi. E così anche gli autonomi potrebbero pagare le tasse “mese per mese” con un “sistema di prelievi mensili”. Magari con l’addebito diretto dal conto corrente del contribuente. Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle entrate, spiega che si sta lavorando a un processo di semplificazioni fiscale, che avrebbe consentito alle partite Iva di pagare mese per mese, o su base trimestrale, le tasse dovute e non in due tranche l’anno. Ma la realtà, come spesso accade, non sarà migliore delle aspettative.

Il governo, scrive La Verità, si sarebbe accorto infatti che molte partite Iva non hanno redditi (a causa della crisi) e finiranno in perdita quest’anno. Altre ancora avranno redditi pari alla metà di quelli che di solito hanno (con riferimento al 2020). Durante il 2021 quando arriverà il momento degli acconti, dato che si possono versare in base al reddito dell’anno precedente, in molti pagheranno di meno. E ciò comporterà che il governo per il 2021 avrà incassi molto bassi e dovrà aspettare il 2022 per poter raccogliere qualcosa. Sempre che gli affari nel Belpaese migliorino.

Per ovviare a questo problema si è pensato di introdurre una riforma fiscale che costringerà le partite Iva a versare ogni mese un po’ di tasse. Il tutto è ovviamente stato venduto come una semplificazione. Ma non lo è. Oggi i contribuenti fanno i conti e versano le imposte dovute in 2 tranche l’anno. Con le novità fiscali, invece, si dovranno calcolare e versare le imposte ogni mese. E quindi ci saranno 12 adempimenti contro i 2 attuali.

“La riforma fiscale è decisiva e ci sarà”, spiega Gualtieri in collegamento con il meeting di Rimini, sottolineando che, dal momento che il Parlamento ha votato la legge delega, ci sarà l’idea dell’assegno unico. “La riforma fiscale si deve autofinanziare attraverso una ‘debonusizzazione’ del sistema fiscale, un rafforzamento del contrasto all’evasione fiscale. Sarà una riforma che a regime deve essere sostenibile e deve concentrare le risorse sulle famiglie, sul lavoro e sull’impresa”.

Un modo complesso per spiegare che lo Stato teme di perdere incassi. E per questo pensa al cambiamento. Questo sarebbe, dunque, la vera funzione della riforma: un modo legittimo per andare incontro alle esigenze dell’erario di avere flussi di cassa più stabili. Anche perché si parla di rimodulazione delle scadenze, ma la somma da pagare resta sempre la stessa. Per molti, si tratta di una vera e propria presa in giro. E a pagare, come al solito, saranno le già tartassate partite Iva fortemente colpite dalla crisi. Ecco, il vero Dna di questa rivoluzione fiscale. Qualcosa che assomiglia all’ennesimo raggiro (per non dire truffa) del governo giallorosso.

FONTE: Il Giornale.it

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