Nel 1962 il filosofo USA Thomas Kuhn coniò l’espressione “cambio di paradigma” (paradigm shift) per indicare le modifiche profonde che talvolta intervengono nella storia del pensiero. Kuhn era interessato al pensiero scientifico ma presto l’espressione venne impiegata in campi diversi, dall’arte alla politica.

Il new deal di Roosevelt è universalmente considerato un cambio di paradigma nella storia della politica economica come lo fu il cubismo di Picasso e Braque nella finestra temporale 1907-1915, con l’inedita decostruzione dell’unità visuale dei volti e dei corpi.

La nozione di cambio di paradigma è indispensabile se si vuole comprendere il significato profondo delle creazioni di Eleonora Altamore. Per una duplice ragione.
La prima ragione sta nel fatto che il confine tra moda e arte non è mai stato così labile come nelle creazioni Altamore. Altamore non è un brand industriale dispiegato lungo le filiere produttive che caratterizzano le maison contemporanee, quasi tutte ormai passate di mano e finite sotto il controllo di grandi gruppi economici. Le creazioni di Eleonora Altamore sono opere uniche e fuori mercato con cui stabilire un’interazione intima e personale; della medesima consistenza di quelle rilasciate dal confronto con l’opera d’arte. Se intendi acquistare o soltanto osservare un abito o un accessorio firmato Altamore devi lasciarti alle spalle la posizione mentale del cliente alla ricerca di un abito da circostanza; perché gli abiti e gli accessori Altamore sono loro la circostanza.

E perché gli abiti Altamore non vestono; creano un nuovo spazio di interazione estetica tra chi indossa e l’ambiente.

La seconda ragione che merita ad Altamore l’accostamento alla nozione di “cambio di paradigma” è di natura oggettuale e risiede nell’uso innovativo dei materiali e degli accessori. Chi avrebbe mai pensato che la morbida pendenza di una lunga collana producesse un effetto sorprendente sul lato solitamente nascosto, le spalle? Le creazioni di Eleonora Altamore sono prodotti realizzati con procedimenti artigianali, in un modo non molto diverso da come avveniva nella bottega artigiana e artistica del Rinascimento italiano: lo spazio-tempo che ha stabilito il primato della creatività sulla materia prima.

Eleonora manipola tessuti, trasparenze, pigmenti, pietre e materiali come elementi di un copione che valenti artigiani si incaricano di mettere in scena come opera compiuta.

Saper apprezzare questi paradigmi è cogliere tutta l’Arte e la Poesia in un’ alba o in un tramonto sul mare.

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