Matteo Bassetti è intervenuto in modo critico per commentare la nuove mosse del governo: per chi rientra dall’estero serve la quarantena perché il solo tampone può non essere sufficiente.

Dopo un incontro d’urgenza tra i ministri e i presidenti delle regioni, il governo ieri ha emanato un nuovo decreto valido da oggi che chiude le discoteche e impone nuovamente l’utilizzo delle mascherine anche all’aperto.

Una stretta che arriva dopo il (prevedibile) aumento dei contagi dei giorni scorsi ma che non trova tutti d’accordo. Tra chi non condivide a pieno queste nuove cautele c’è il professor Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. L’infettivologo, che da marzo è stato uno degli esperti maggiormente presenti sui media per dare risposte alle domande degli italiani, questa mattina è intervenuto in diretta nel programma Agorà Estate su Rai3 per commentare l’ordinanza firmata ieri.

Non è con la politica del terrore come quella che stiamo facendo in queste ultime due settimane che faremo cambiare la percezione che i giovani hanno del virus“, ha sostenuto Bassetti. Il medico del San Martino da sempre è contro qualunque allarmismo. Sostiene che in questo momento il Covid abbia perso carica virale, come ha dimostrato con uno studio sui dati pubblicato sul suo profilo Facebook, ma non ha mai smesso di chiedere di tenere alta l’attenzione. Invoca da sempre l’uso delle mascherine, della distanza e l’utilizzo dei disinfettanti per le mani.

Quando Matteo Bassetti parla di “politica del terrore”, il riferimento è in gran parte alle strategie di comunicazione dei dati del contagio. “Dire ogni sera ‘abbiamo 500-600 contagiati senza dire quanti sono asintomatici, quanti hanno veri problemi, quanti finiscono in terapia intensiva, è un errore. Crea inevitabilmente nell’opinione pubblica un concetto sbagliato del Covid, ‘se me lo prendo sono fritto, moriremo tuttì“, ha spiegato il medico.

Secondo lui, il report come viene fornito ogni giorno è anacronistico e probabilmente fuorviante per la formazione della consapevolezza nella popolazione in merito al Covid. “Dobbiamo spiegare alla gente che dovremo convivere con il virus ancora per molto, molto tempo“, afferma il direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. Matteo Bassetti anche ad Agorà Estate torna sui numeri incidenti, inopinabili nella loro oggettività: “Ci dicono che uno dei problemi più grossi che abbiamo avuto è che dal 20 al 30% di tutti i nuovi contagi riguardano persone provenienti dall’estero“.

Questo è il vero problema per l’infettivologo, che durante l’intervista non manca di stuzzicare il ministro Roberto Speranza. “Aveva annunciato giustamente un mese e mezzo fa che sarebbero stati fatti controlli sulle persone provenienti da alcune aree ma a me risulta che le cosiddette ‘triangolazioni’ da Paesi ad alto rischio come Perù e Brasile non siano mai state intercettate“. Una negligenza che, stando alle parole di Matteo Bassetti, sarebbe stata fatta anche sulla rotta balcanica, ossia sui lavoratori regolari provenienti da Croazia, Romania, Serbia e Bulgaria.

Oltre al mancato tracciamento, Matteo Bassetti critica l’attuale sistema di controllo per chi viene dall’estero: “Non dobbiamo dare false informazioni: il tampone negativo non è un ‘liberi tutti’, perché oggi il tampone può essere negativo ed essere positivo tra due giorni“. Il suo ragionamento è coerente con quanto è stato detto da tutti gli esperti negli ultimi mesi: “Se io torno dalla Grecia, mi sono contagiato ieri, arrivo in Italia oggi e sono così bravo da fare il tampone domani, potrebbe essere positivo due giorni dopo“. Per l’infettivologo la risposta valida a questo problema è solo una: “Se un viaggiatore viene da un’area epidemica l’unico strumento efficace è la quarantena“.

Dopo la diretta, Matteo Bassetti ha rafforzato il suo pensiero con un post su Facebook: “Si continua nella strategia del terrore e dell’allarmismo senza pensare alle conseguenze di tutto questo. La cosa che più̀ colpisce è che a farlo non siano i medici, che hanno curato e curano questa infezione, ma tutti quelli che si sono autoproclamati esperti o i miracolati dal Covid, tra cui molti medici“. L’infettivologo è tra quelli che nei mesi ha combattuto gli allarmismi con il buon senso, senza mai dare false speranze ma con logica: “A questo gioco al massacro io non ci sto“. Bassetti chiude il suo intervento social con una battuta sulle nuove disposizioni in fatto di mascherine, obbligatorie all’aperto dalle 18 alle 6: “Sappiate che in Italia il virus lavora e contagia solo di sera e notte. Di giorno invece si riposa. Sarà mica un virus fornaio? Rido per non piangere“.

FONTE: Il Giornale.it

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