Bollette Talete e i misteri della fede. Chi di voi non si è mai trovato a mettere in discussione le bollette dell’acqua, che tra le altre cose dovrebbe essere un bene pubblico di primaria necessità?

Recentemente diversi utenti si sono visti recapitare bollette salate per un bene di prima necessità quale è l’acqua pubblica.

Esiste un portale gestito dalla Talete Spa dove è possibile gestire la propria utenza domestica. WWW.TALETESPA.EU

All’interno di questo portale esiste una voce dove è possibile gestire la propria utenza domestica: SPORTELLO ON LINE

Dopo essersi registrati e creata una password personale è possibile gestire il proprio contatore controllando le proprie fatture emesse, i pagamenti effettuati ed infine comunicando anche la propria autolettura onde evitare bollette salate dovute a conteggi su letture stimate.

La possibilità di trasmettere la lettura è trimestrale come l’emissione delle fatture, ma purtroppo nonostante vengano inviate le letture con tanto di foto del contatore, Talete continua imperterrita ad emettere bollette con letture stimate che quasi sempre sono superiori ai consumi reali effettuando calcoli che ovviamente fanno cadere i consumi in terza fascia.

Due clienti, utilizzando il portale messo a disposizione, nella stessa giornata hanno aperto un ticket all’interno della propria Dashboard di richiesta ricalcolo fattura.

Ticket #1093 inviato il 04/08/2020 alle ore 22:48

Ticket #1094 inviato il 04-08-2020 alle ore 22:58

Dopo nove giorni e precisamente in data 13-08-2020 entrambi i ticket vengono presi in carico e nello stesso giorno, sempre entrambi vengono chiusi con una risposta.

Per quanto riguarda il ticket # 1093 la Talete comunica al cliente che essendoci una mail dedicata per i ricalcoli è necessario provvedere ad inviare di nuovo il tutto a detta mail.

Per quanto riguarda il ticket #1094 sempre la Talete risponde trasmettendo la bolletta ricalcolata allegando nuova fattura riducendo l’importo ad € 40,87 contro € 93,93 della precedente fattura quindi con una riduzione di € 53,06.

A questo punto viene legittimo chiederci quale sia la logica operativa di questa azienda.

Nel primo caso l’utenza è intestata ad una persona anziana mentre nel secondo caso l’utenza è intestata ad una persona più giovane.

Forse si pensa che le persone anziane non controllano e possono pagare?

Peccato che in questo caso sono stati sfortunati perché chi ha aperto i ticket è stata la stessa persona.

Oppure chi ha preso in carico i ticket nel secondo caso è stato coscienzioso facendo il suo lavoro e risolvendo il problema, mentre nel primo caso se ne è fregato rimandando la soluzione, tanto a fine mese lo stipendio lo percepirà ugualmente.

Lasciamo ai lettori ogni considerazione del caso.

Resta comunque un fatto, che l’azienda (forse in crisi) ha tutto l’interesse di scordarsi le autoletture degli utenti per incassare denaro che poi restituirà in fase di conguaglio il più tardi possibile, sperando che faccia i calcoli correttamente.

Chi ha gestito queste pratiche ha il tempo e le conoscenze per autotutelarsi, ma le persone anziane? chi non ha tempo o non sa usare gli strumenti informatici?

Deve soccombere???  Non ci sembra giusto.

Ovviamente si parla di acqua pubblica bene di primaria necessità non per altro Il diritto all’acqua risulta quale estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Esso riflette l’imprescindibilità di questa risorsa relativamente alla vita umana.

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