Il video dell’episodio, pubblicato sui social, ha suscitato subito polemiche. Il giovane, 21 anni, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale: “Ho avuto paura”. Il questore: “Non c’è motivo per rifiutarsi di mostrare il documentio”. Ma i centri sociali si sono già dati appuntamento davanti al tribunale per il processo.

VICENZA. Un poliziotto immobilizza un ragazzo di 21 anni stringendolo al collo con una presa da wrestling. Il giovane si dimena per provare a liberarsi, perché il respiro viene a mancare. Intorno la gente grida per paura, chiede all’agente di liberarlo. Qualcuno azzarda un parallelo con i fatti di Minneapolis. È un video di 58 secondi a denunciare pubblicamente un nuovo intervento muscolare della polizia, stavolta in Italia, a Vicenza, in piazza Castello. Quel ragazzo, poi, sarà arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ma già i centri sociali annunciano proteste e si danno appuntamento mercoledì davanti al tribunale, dove si terrà la direttissima. Il questore Antonino Messineo cerca di smorzare le polemiche: “Se la polizia chiede un documento, non vedo per quale motivo rifiutarsi di darlo. Se tutti avessimo maggiore rispetto delle istituzioni, forse staremmo tutti meglio”.

Ore 18 di lunedì, in piazza Castello fa caldo, ci sono circa 35 gradi. La volante della polizia viene chiamata per una lite accesa tra due persone. I poliziotti arrivano e dividono i contendenti. Poco distante, seduti su un muretto, ci sono alcuni giovani che nulla c’entrano con l’alterco segnalato alla centrale operativa. “Un passante ha pestato il piede a un mio amico e io mi sono messo a ridere ma proprio in quel momento il poliziotto si è girato verso di me, chiedendomi cosa avessi da ridere” racconta Denis Jasel Guerra Romero, 21 anni, cubano, attraverso la sua avvocata Chiara Bellini. Denis vive in Italia da sei anni dopo aver fatto il ricongiungimento familiare. Lavora come operaio in una ditta di Breganze (Vicenza) ed è incensurato. “Io non stavo ridendo di lui ma quello si avvicina, mi prende per un braccio e mi chiede di fargli vedere i documenti. Da lì in poi si può facilmente vedere nel video cosa succede”.

Dunque il ventunenne cubano rifiuta di consegnare i documenti alla polizia e da quel momento la situazione diventa incontrollabile. L’agente lo immobilizza con una presa a strozzo, poi cadono entrambi a terra. Intorno c’è confusione, le persone strillano, qualcuno tenta di dividerli. Appena si ritrova libero Denis Jasel Guerra Romero inforca la bici e scappa. Lo ferma però un’altra volante poco distante e, a quel punto, decidono di procedere con l’arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. “Ho avuto tanta paura”, continua a ripetere il giovane. Un sentimento confermato anche dall’avvocata Bellini: “La reazione che ha avuto è la reazione di un ragazzo spaventato. Ora comunque si trova in ospedale, perché con il passare delle ore sono emersi alcuni acciacchi”.

La questura di Vicenza ha ricostruito la vicenda attraverso le relazioni di servizio dei poliziotti delle volanti ma l’istruttoria sarà completata anche con le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza. “Nel luogo della rissa, dove gli agenti stavano cercando di dividere i contendenti, c’era un gruppo di ragazzi che inveiva contro la polizia” spiega il questore Antonino Messineo. “I miei uomini hanno detto a tutti di allontanarsi e di evitare di stare lì intorno, ma questi continuavano a ridere e schernirli. Hanno chiesto i documenti a uno di loro e si è rifiutato di darli, continuando a ridere in faccia ai poliziotti. A quel punto l’operatore l’ha preso per un braccio e poi nel modo in cui si vede nel video. La presa non è durata più di 4 secondi, perché poi sono finiti entrambi a terra. Dopo tutto questo il giovane è scappato ma è stato fermato da un’altra volante e arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il poliziotto, medicato in pronto soccorso, è stato dimesso con una prognosi di 3 giorni”.

Sui social network il video del placcaggio ha avuto migliaia di condivisioni. Sono in molti a puntare il dito contro l’intervento del poliziotto, giudicato eccessivamente muscolare. Tra le accuse mosse c’è anche quella di atteggiamento razzista nei confronti del giovane di colore. “Tutto è criticabile, tutto può essere oggetto di approfondimento interno. E tutto sarà oggetto di verifica” continua il questore di Vicenza. “Noi diamo una formazione di base sulle tecniche operative ma durante un intervento ci sono mille variabili che intervengono. Certo è che il trattamento non varia a seconda del colore della pelle”.

FONTE: La Repubblica.it

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