Mentre il mondo guarda con un misto di speranza e scetticismo l’annuncio del vaccino già registrato dalla Russia, somministrato anche alla figlia del presidente Vladimir Putin, in Italia si accende la polemica sull’eventuale utilizzo di una cura contro il Covid-19.

L’orientamento principale resta quello di non renderla obbligatoria se non per le categorie più a rischio, come le persone anziane o i pazienti già alle prese con malattie debilitanti. Ma il governo non ha ancora trovato una quadra definitiva e i prossimi mesi rischiano di veder accrescere le tensioni tra i giallorossi.

Stando alle previsioni del ministero della Sanità, il vaccino prodotto in collaborazione da Italia e Inghilterra potrebbe essere pronto per la somministrazione a dicembre. Lo ha ricordato nelle scorse ore Roberto Speranza, spiegando che “insieme a Germania, Francia e Olanda abbiamo stretto un accordo con AstraZeneca, azienda che produrrà la cura nata dagli studi di Oxford con vettore virale a Pomezia e infialamento ad Anagni”. Le prime dosi, 60 milioni, dovrebbe essere pronte per la fine del 2020. I dubbi sono però sul quantitativo destinato al nostro Paese: l’Italia potrebbe infatti doversi accontentare, in una prima fase, di 3 milioni

Obbligatorio, anzi no volontario: sul vaccino anti-Covid il governo è già spaccato

Renzi non ha perso l’occasione per andare all’assalto del premier, con una raccolta firma indetta proprio per richiedere obblighi rigorosi in merito: “Nessun passo indietro per strizzare l’occhio ai No Vax”. Di opposte vedute i Cinque Stelle, favorevoli a una volontarietà dl vaccino, mentre il Pd per ora resta alla finestra senza prendere posizioni decise. Alla fine si potrebbe optare per la via di mezzo: obbligatorio per chiunque sia esposto o a rischio, volontario per gli altri. Un modo per provare a risparmiare al governo l’ennesima, inopportuna guerra intestina.

Fonte: https://www.ilparagone.it/attualita/obbligatorio-o-volontario-sul-vaccino-anti-covid-il-governo-e-gia-spaccato/

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