Il giovane consigliere cuneese Gagliasso ammette di aver incassato le due rate dall’Inps. E, come suggerito da Salvini, addossa la responsabilità al commercialista: “Venerdì ho restituito la somma”, stranamente il giorno prima che scoppiasse il caso. Stesso copione per il compagno di partito Leone

“Venerdì ho fatto il bonifico e restituito all’Inps milleduecento euro, le due rate del bonus che avevo ricevuto”. Matteo Gagliasso, classe ’93, ingegnere, libero professionista e consulente immobiliare, eletto per la prima volta in Consiglio regionale lo scorso anno nelle file della Lega, partito di cui è stato responsabile del settore giovanile per il Piemonte, è il primo “furbetto” del bonus uscito allo scoperto a Palazzo Lascaris. Con quella curiosa coincidenza: la decisione di restituire quanto ricevuto, appena due giorni prima che si scatenasse la bufera sul Parlamento e incominciasse a grandinare anche sulle Regioni.

E, guarda caso, anche l’altro eletto a Palazzo Lascaris nel carroccio salviniano, Claudio Leone, 53 anni di Rivarolo Canavese, ammette di aver ricevuto il bonus, rimbalza la palla al consulente fiscale e, pure lui, si premura di annunciare che ha restituito la somma all’Inps. Leone è un fedelissimo del deputato Alessandro Giglio Vigna che a sua volta è un pretoriano del segretario piemontese Riccardo Molinari. Non un dettaglio, giacché nella dialettica sotterranea della Lega, l’inciampo del consigliere pare non rappresenti propriamente un dramma per il senatore Cesare Pianasso che a Vigna contende la leadership del partito nel Canavese.

Richieste, quelle di Gagliasso e Leone, che sono state fatte, con fior di documenti e firme, da chi giuridicamente ne aveva diritto, ma è anche eletto in quel consiglio regionale che frutta qualcosa come 8mila euro e più (compresi rimborsi e indennità varie).

Il consigliere albese della Lega, il cui nome è stato il primo a uscire, spiega allo Spiffero perché abbia chiesto e ottenuto il bonus e perché, poi, abbia deciso di restituirlo. “Il commercialista mi ha detto: facciamo la richiesta. Io poi non ho seguito la vicenda, impegnato nell’attività di consigliere. Ma ci tengo a sottolineare che anche dopo la mia elezione ho sempre continuato a tenere la partita iva aperta e nel periodo dell’emergenza ho accusato un calo di fatturato”. Basta questo a un membro del Consiglio regionale, con la sicurezza economica data dalla cifra citata poc’anzi per presentare quella domanda, peraltro legittima in base alla legge anche se discutibile sotto molti altri profili?

“La pratica è andata avanti, ma prima di partire per le vacanze circa dieci giorni fa ho fatto l’estratto conto e ho visto che mi erano stati accreditate due rate del bonus. A quel punto, di mia spontanea volontà, venerdì pomeriggio ho fatto il bonifico all’Inps. Quando è uscita la notizia io ero tranquillo perché sapevo di aver già restituito tutto. Ho verificato stamattina e i soldi sono già stati accreditati all’Inps”.

Non dopo la prima, ma dopo la seconda rata Gagliasso, uomo vicinissimo al deputato conterraneo e quasi coetaneo Flavio Gastaldi dal quale ha ricevuto un fortissimo appoggio (c’è chi dice lo abbia imposto) alla sua candidatura in Regione, decide di restituire quei soldi che aveva chiesto, senza violare alcun legge, ma ponendosi in una situazione a dir poco imbarazzante, così come lo è ora per il suo partito. Nella Lega a molti non basta proprio quel ripensamento. La tempesta ormai è scatenata e come ammette lo stesso consigliere “quel che le sto dicendo, il racconto di come sono andate veramente le cose, non piacerà a molti”.

Uscito dal vivaio dei Giovani Padani, fedelissimo del segretario regionale Riccardo Molinari, il consigliere albese dice di aver “compreso il paradosso” di quella richiesta di fronte a uno stipendio di tutto rispetto incassato ogni mese dalla Regione. Nega di aver “saputo notizie in anticipo” rispetto a quello che sarebbe poi esploso come caso con al centro cinque parlamentari (dei quali si scoprirà poi che solo tre, due della Lega e uno dei Cinquestelle hanno incassato l bonus) e circa duemila amministratori locali che sta terremotando le forze politiche coinvolte. “Quando il commercialista mi ha detto di questa possibilità di ottenere il bonus ipotizzando anche l’eventualità che la domanda non venisse accolta io gli ho detto: fai tu”. Adesso, che i “furbetti” del bonus in Regione sono (almeno) due, cosa farà la Lega?

Fonte: https://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=53808

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