Sofferenza, impotenza ed indifferenza sono un rullo compressore che possono portare a gesti estremi.

La sofferenza ci rende tutti uguali e l’assistenza dovrebbe essere dignitosa per tutti, anche per chi non può; ma soprattutto prima di curare si deve accompagnare il malato anche quando non si riesce a guarirlo, perché una persona che sta male non si deve sentire mai sola.

Viviamo in una società in cui nessuno guarda, ognuno va per la sua strada, l’indifferenza è un rullo compressore sull’umanità, come un lupo su un agnello in libertà, meglio il dolore, l’odio, meglio anche l’addio.

L’indifferenza ti fa sentire estraneo ovunque vai, parole dure che potrebbero suscitare in alcuni stupore, perché si potrebbe affermare che la realtà non è così cruda, come viene rappresentata.

Purtroppo questo è il quadro perfetto di quella che è la situazione in cui vive chi soffre di Fibromialgia, lo specchio di quello che realmente è un fibromialgico.

In questa situazione il subconscio si programma per vedere solo nero, per inibire la propria esistenza, per tenere perennemente in un limbo la propria vita.

Meccanismo che oggi ha portato una donna al suicidio.

 

Attualmente tanti hanno la possibilità, per fortuna, di avere una diagnosi precoce della malattia che consente di prendere dei provvedimenti che affievoliscono il disagio, ma purtroppo non risolvono il problema perché la risposta medica di questa sindrome è la seguente:

“Lei è affetta da Fibromialgia, patologia sconosciuta a molti, della quale non si conoscono le cause e per la quale non esiste alcuna cura efficace”.

Sono passati 28 anni, da quando l’OMS ha dichiarato la fibromialgia una malattia cronica e invalidante, si è consapevoli delle gravi carenze sanitarie e della mancanza di tutele legali, della fragilità provocata dalla Sindrome fibromialgica, allora è arrivato il momento di concretizzare i provvedimenti a favore di queste persone, per il 98% Donne, che da tantissimi anni aspettano la giusta equità.

Questa situazione di stallo, non consente di accedere ai percorsi multidisciplinari, di avere le previste tutele lavorative.

La documentazione, carente dei gradi di severità, è stata finalmente completata e allo stato attuale la sua completezza può consentire di disporre di documenti medico-scientifici validati da società Nazionali.

L’esistenza di un consenso su specifici criteri diagnostici in grado di individuare i pazienti con forme cliniche e criteri di gravità ed invalidità, come previsto dalla normativa (d.lgs. 124/98), potrà dare esito a provvedimenti in favore di questi malati.

Anche perché gli studi permetteranno di individuare sia le prestazioni di specialistica ambulatoriale appropriate, che il monitoraggio e la prevenzione delle complicanze/aggravamenti.

L’aspettativa delle persone malate, è di vedere finalmente la Sindrome fibromialgica riconosciuta come malattia cronica e invalidante, ed il relativo inserimento nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

Quindi il riconoscimento della patologia, è un atto dovuto per tutte queste persone che ogni giorno devono affrontare la vita con enormi difficoltà, a cui è necessario ridare la speranza che si è spenta per i moltissimi anni di attesa.

Atto di amore per chi soffre ed ha bisogno di conforto, istituzioni e cittadini non possono sottovalutare questa mondo, che può sembrare insignificante, ma in realtà quando ci si entra in contatto ci si rende conto che quello che viviamo direttamente è la punta di un iceberg molto più grande di quello che si possa immaginare.

fibromalgia

L’amore per il prossimo e per se stessi attualmente è forse l’unica cura per questa sindrome.

Se qualcuno che ti sta accanto e ti aiuta ad avere fiducia in te stesso ad amarti e prendere cura di se stessi a 360° si riesce ad uscire da questo incubo, infatti curando l’anima il corpo rifiorisce.

Dando amore ad ogni piccola parte di se la fibromialgia può diventare un ricordo lontano e la malattia va via lasciando un messaggio forte e chiaro:

”Ho fatto ciò che dovevo, cara fibromialgica. Adesso hai compreso il senso del mio essere con te, adesso hai imparato la lezione e posso andare. Ti lascio, te la caverai, ma bada… Tornerò se ti rivedrò commettere gli stessi errori”.

Nessuno è esente da questa sindrome, in quanto giornalmente tutti siamo sotto stress, quindi le istituzioni dovrebbero essere più sensibili nell’accellerare le pratiche per il riconoscimento di questa malattia, onde evitare di dover menzionare altri suicidi che in buona parte provengono dall’indifferenza.

5 thoughts on “Oggi una Donna affetta da Fibromialgia si è tolta la vita.”
  1. Io so bene che cosa significa essere fibromialgica io ne soffro da tanti anni devi avere un carattere forte per sollevarsi da soli perché nessuno nn ti aiuta in questa malattia solo te puoi salvare te stesso riposa in pace cara da greta

  2. Io só quanto questa malattia ti ammazza dentro prima ancora di morire davvero. Io ti posso capire poiché io ne soffro forse da sempre, é un dolore straziante più di tutti quando ti colpisce in prevalenza il torace e ti senti strappare il petto e pugnalare i polmoni, non respiri e non riesci a muoverti… Tante volte ho creduto di morire, poi non ci sono solo i dolori é paura é ansia,i sintomi sono infiniti impossibile gestirli,la stanchezza spesso é più forte del dolore, non passa mai, e così ti annienti e senti di perdere tutto anche la tua dignità, la volontà non conta, noi ne abbiamo da buttare, eppure é quello che ti senti dire proprio da quelli che tu credi ti siano vicini e allora ti allontani perché tu sai che la volontà non conta, ció che conta é la comprensione, il sostegno, l’amore ed é quello che a noi spesso manca.I medici aiutano,sostengono ma non ci sono cure e per questo ci sentiamo abbandonati a noi stessi.Credo in Dio ed é la Fede che mi ha donato la forza. La Fibromialgia ci cambia la vita ed é così difficile accettarla con tutti i suoi divieti allontanandoti da tutto e da tutti, non sapendo mai come ti sentirai domani. Cara amica adesso sei un Angelo in Cielo ed io ti chiedo piangendo di esserci vicino e di Pregare per noi se puoi, tu che sai e conosci più di tutti la nostra sofferenza.Mentre Ti accarezzo con la mente, ti abbraccio con il cuore dolce amica,un bacio da Patrizia

  3. Ci sono dei giorni in cui mi sento di poter mangiare il mondo e tantissimi altri dove non ho nemmeno la forza di alzarmi dal letto vestirmi e tirarmi dietro le gambe,i dolori migranti ovunque mi sembra di essere di vetro che se mi toccano caso in pezzi se solo mi sfiorano molte volte sento male ma sto in silenzio per non sentirmi dire che non è possibile ti ho solo toccato ma io sento un dolore atroce come un coltello che mi dilania la carne e le ossa che si frantumano mi sento sempre stanca la mente annebbiata confusa vuota scambio le parole mi sento inutile sola vuota invece vorrei qualcuno che mi prendesse per mano e si prendesse cura di me e placasse questa rabbia che ho dentro perché non è mia la colpa se mi sono ammalata di fibromialgia non mi devo vergognare di essere malata non l’ ho scelto io io posso solo cercare di combatterla e posso farlo solo se mi sento amata e accettata per come sono adesso solo così la potrò sconfiggere ….. Ti ho nel cuore sicuramente ti sei trovata sola e non sei riuscita a sopportare tutto questo peso che è veramente tanto piccola Stella R.P.I. Che la terra ti sia lieve Morgana

  4. Io, ho una famiglia fantastica, ma, ahimè, a volte, qualcuno, pecca di “leggerezza” quando ne parlo o leggo nuove notizie al riguardo… Io, mi informo più che posso e mi dicono :qualcosa di allegro? Pensa a qualcos’altro. Si, a morire, se resto sola con il mio dolore…

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