Un tema forte e scottante per un’inchiesta delicata. Questa volta il commissario Manuel Castillego, un poliziotto italo-spagnolo assegnato alla Squadra Mobile di Roma, deve indagare su uno dei cinque vescovi ausiliari della Città Eterna, Domenico Casiraghi.

Non è facile per il commissario, caparbio e deciso, trovare prove contro il Vescovo, sospettato di aver abusato, insieme a un altro monsignore, di alcuni bambini fatti adottare in Brasile.

Un tema scottante, quello della pedofilia nella Chiesa. Troppi i casi.
Per volere di papa Francesco, non sono più coperti dal segreto pontificio le denunce, i processi e le decisioni che riguardano chi “costringe qualcuno, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, a compiere o subire atti sessuali”; chi “compie atti sessuali con un minore o con una persona vulnerabile; chi è coinvolto “nella produzione, nell’esibizione, nella detenzione o nella distribuzione, anche per via telematica, di materiale pedopornografico, nonché nel reclutamento o nell’induzione di un minore o di una persona vulnerabile a partecipare ad esibizioni pornografiche”.

La cronaca purtroppo evidenzia costantemente segnalazioni di casi di pedofilia religiosa, commessi in tutto il mondo.

La questione, affrontata nel libro di Alessandro Maurizi, è delicata perché di mezzo non c’è solo un alto prelato pedofilo che pratica anche esorcismi, ma la sorte stessa del papato mentre il vecchio pontefice sta morendo.

Tra i candidati alla sua successione c’è il vicario di Roma, Severino Croce, diretto superiore del vescovo Casiraghi, ma le accuse al suo sottoposto gettano un’ombra pesante anche su di lui e minano la sua possibilità di arrivare al trono di Pietro. Si rimane come in attesa della fumata bianca, nella lotta fra il Bene e il male, eterno dualismo in questa Terra.
Mistero e suspence tengono il lettore col fiato sospeso.
La narrazione è fluida e piacevole. Accurate le descrizioni delle pratiche esorcistiche; dettagliato e ricco di particolari l’impianto narrativo in cui il lettore si sente coinvolto e partecipe.

Castillego si pone tra il delitto e la fuga di notizia, tra la risoluzione del caso e la morbosità dell’opinione pubblica.
C’è però anche una sorta di “Provvidenza” di manzoniana memoria nel testo: il volere di Dio pone il commissario Castillego al fianco dell’arcivescovo Delfo Furiesi, un vero uomo di Dio, di spirito, di preghiera.

Furiesi comprende presto la portata del complotto che sta prendendo forma e coinvolge il poliziotto nella battaglia per fermare i responsabili prima che riescano a mettere le mani sul papato.

Solo al termine delle indagini il Vaticano renderà pubblico ciò che è accaduto in modo chiaro, inequivocabile e senza possibili strumentalizzazioni.

“ROMA E I FIGLI DEL MALE” SARÀ DA SABATO 8 AGOSTO IN TUTTE LE EDICOLE CON “IL GIORNALE”, grazie a una selezione vinta, che è un ulteriore conferma della qualità dell’opera di Alessandro Maurizi, ispettore in forza alla Questura di Viterbo e scrittore affermato, vincitore di numerosi premi.

Alessandro Maurizi, nato a Tuscania nel 1965, è presidente dell’associazione letteraria “Mariano Romiti” alla quale è dedicato il premio omonimo per la letteratura noir e poliziesca e direttore di Ombre Festival.

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