Non ricorre né l’anniversario della nascita né quello della sua scomparsa; la circostanza è dunque ideale per ricordare la donna che ha stabilito un prima e un dopo nella storiografia della bellezza e dell’eleganza.

Una delle sue battute più famose, “credo nel rosa”, sembra perfetta per la Città di Santa Rosa e delle belle donne e nel pieno della bella stagione Diventò famosa con Vacanze romane e quindi è italiana di adozione. Un ricordo affettuoso a colei che ha fatto inchinare il mondo davanti al buon gusto ed alla bellezza.

Audrey Hepburn (1929-1993) è stata molto più che “un’attrice britannica”, come recitano le enciclopedie; è stata un mito e, per una curiosa coincidenza, omonima di un altro parametro della bellezza, dell’eleganza e della generosità: l’americana Katharine Hepburn (quella di “Indovina chi viene a cena?”).

La biografia di Audrey Hepburn è un vero racconto: per motivi di lavoro del padre si trovava nella città olandese di Arnhem quando, nel 1940, venne invasa dai nazisti e per una persona di origini britanniche, con un cognome fortemente britannico, questo non fu un bell’inizio; al punto che fu costretta a cambiare nome e nascondersi. Malgrado ciò Audrey riuscì a studiare danza e frequentare il Conservatorio di Arnhem dal ’39 al ’45. Ma non potè sottrarsi alla fame e al freddo imposti dalla durissima occupazione tedesca; un’esperienza che la segnò profondamente per il resto della sua vita ed è all’origine della sua costante passione civile e della sua intensa attività umanitaria come ambasciatrice per l’UNICEF. Nel 1992 ricevette per questo la “medaglia presidenziale della libertà”; uno dei massimi riconoscimenti civili USA. Poco dopo la sua morte, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences le conferì il prestigioso Premio umanitario Jean Hersholt.

La sua filmografia è invece all’origine del mito di Audrey Hepburn come sintesi perfetta di bellezza discreta quanto irresistibile, eleganza e bravura. In realtà i suoi esordi furono teatrali ottenendo anche un discreto successo. Al suo successo di attrice cinematografica l’Italia ha dato un importante duplice contributo: l’attrice italiana Valentina Cortese la volle fortemente con sé nel film The Secret People del 1952 e poi il celebre “Vacanze romane” del 1953 (quello con la famosa scena in vespa) quando il regista statunitense William Wyler, dopo aver visionato un provino della Hepburn, la preferì addirittura a Elizabeth Taylor per il ruolo di protagonista. Questo il commento di Wyler: “Aveva tutto quello che stavo cercando, fascino, innocenza e talento. Era assolutamente incantevole, e ci dicemmo, “È lei!”. E si trattava di un ruolo perfetto: quello di principessa con accanto un altro gigante del cinema: Gregory Peck.

Per quel film Audrey ottenne l’Oscar nel 1954; alla premiazione indossò il famosissimo abito bianco a fiori di Givenchy; ancora oggi considerato il più bello di tutti i tempi.

Nel 1954 interpretò “Sabrina”, con la regia di Billy Wilder, accanto a Humphrey Bogart e William Holden.
Nel 1955 la giuria dei Golden Globe le attribui il prestigioso premio Henrietta Award quale migliore attrice del cinema mondiale.

“Mi si è spezzato il cuore. Non posso sopportare l’idea che due milioni di persone stiano morendo di fame… Il termine “Terzo Mondo” non mi piace perché siamo tutti parte di un mondo solo. Voglio che la gente sappia che la maggior parte degli esseri umani sta soffrendo”

Una biografia che ci consegna il ricordo di una persona gentile, bella, elegante, brava e costantemente impegnata per il prossimo e un senso di gratitudine che non si estinguerà mai.

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