Mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo emerito di Viterbo, è tornato alla Casa del Padre alle 22,20 del 3 agosto.

Un uomo semplice, alla mano, ma di profonda cultura e intensa vita spirituale, generoso, perspicace e, per alcuni aspetti, moderno. Un profondo credente.

Negli ultimi tempi, le sue condizioni di salute si erano aggravate ed era stato portato nella sua casa a Rieti, amorevolmente assistito dai suoi familiari.

Guida esemplare e maestro di fede e di amore verso la Chiesa, era nato il 16 marzo 1935.
Grande era il suo amore per le origini sabine.
Disse, ricordando la sua gioventù: “Ottobre 1945: il mio primo ricordo di Rieti. Ero alla scuola media, ce n’era solo una, quella che sarebbe diventata Angelo Maria Ricci. C’erano appena le aule, niente vetri alle finestre e niente riscaldamenti, a gennaio prolungammo le vacanze di Natale perché era troppo freddo. È il ricordo che porto nell’anima.”

Ecco, in breve, come racconta la sua vita, don Luigi Fabbri, Vicario Generale della diocesi di Viterbo:

“Fu ordinato sacerdote a Rieti il 15 settembre 1957. Dopo aver conseguito la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, con specializzazione presso la Pontificia Università Lateranense, ha svolto numerosi compiti a Rieti come insegnante di Religione, di Filosofia, di Etica e di Antropologia culturale, come Responsabile di numerosi Uffici e come Vicario Generale.

A livello nazionale è stato dal 1967 Vice Assistente della FUCI e, successivamente, del “Movimento dei Laureati” e del rinnovato “Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale” (MEIC).

Per 15 anni è stato docente di Patristica e Letteratura Cristiana presso l’Istituto di Catechesi Missionaria della Pontificia Università Urbaniana (Roma).

Consacrato Vescovo nel 1983, ha retto la Diocesi di Sora- Aquino-Pontecorvo fino al 1993, quando è stato trasferito alla Diocesi di Aversa (1994-1997).

Era il 1997 quando fu nominato Vescovo di Viterbo.

Ha anche ricoperto l’incarico di Presidente della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede e la Catechesi ed è stato membro della Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo e Presidente del Comitato Scientifico Organizzatore delle Settimane dei Cattolici Italiani.

In questa veste ha condotto, nell’ottobre 2004, la 44° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani.
Per la Santa Sede è stato membro della Congregazione dei Vescovi e membro della Congregazione per le Cause dei Santi.

Venne a Viterbo il 4 ottobre 1997 e ha guidato la nostra Chiesa per 14 anni, fino al febbraio 2011, quando presentò le dimissioni per raggiunti limiti di età.

Fu l’artefice della Visita Pastorale del Papa Benedetto XVI a Viterbo e Bagnoregio il 6 settembre 2009.”

Salutando la nostra Chiesa nel 2011, ci consegnò una breve e intensa lettera.
In questo momento, è bello rileggere le sue parole: “È giunto il momento del saluto. Il saluto di chi parte non ha bisogno di molte parole… E dal cuore, dove si coltiva “l’essenziale che è invisibile agli occhi”, sento in questo momento zampillare un’onda che grida:
-Questa Chiesa l’ho amata!- Dirvi questo, con sincerità e umiltà, mi basta. E lo dico a tutti… Vivete, amate la Chiesa! … Anche se dovesse portare il segno degli anni; se avesse il volto rugoso, le vesti consunte, i passi incerti… Ma nel suo cuore c’è sempre Dio! Anzi, Dio è il suo cuore!… Amate questa Chiesa viterbese con la sua storia e la sua geografia, con la sua arte e la sua santità, le sue memorie e le sue speranze…. Amatela come una Madre, una sorella, una figlia… Vi abbraccio ad uno ad uno e tutti benedico con amore”.

La notizia della sua scomparsa ha rattristato tutta la comunità viterbese e anche la redazione de Lacittànews esprime il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari, con il Vescovo Lino, il Presbiterio e l’intera comunità ecclesiale viterbese.
Scrive ancora don Luigi Fabbri:
“Ringraziano il Signore per averlo avuto pastore, amico e padre e lo affidano all’amore infinito di Dio perché lo ammetta a godere la luce del Suo volto”.

Nei nostri ricordi e nel cuore, il suo sorriso buono, le sue parole, la sua presenza nei momenti importanti per la nostra comunità, come durante le feste in onore di Santa Rosa.

Viterbo non lo dimenticherà e continuerà ad amarlo e a pregare per monsignor Lorenzo Chiarinelli.

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