Pochi minuti prima che iniziassero le celebrazioni per il nuovo ponte di Genova un arcobaleno si è stagliato nei cieli del capoluogo ligure.

È stato già definito da molti un segno del destino il grande arcobaleno apparso nei cieli di Genova pochi minuti prima che iniziasse la cerimonia di inaugurazione del nuovo ponte sul Polcevera. Una coincidenza altamente simbolica, giunta dopo il violento acquazzone che ha colpito il capoluogo ligure nel pomeriggio e che rappresenta agli occhi dei cittadini genovesi un’esplicita metafora di rinascita e di ritorno alla normalità dopo la tragedia del Ponte Morandi di due anni fa.

Arcobaleno illumina il ponte di Genova

La ritrovata luce dopo la tempesta era stata commentata anche dal sindaco di Genova Marco Bucci, che per primo ha preso la parola durante l’inaugurazione del ponte intitolato a San Giorgio, la cui croce è il simbolo della bandiera e dello stemma della città marinara.

Lo stesso primo cittadino ha commentato nel suo intervento: “Oggi io posso dire a tutti voi che ce l’abbiamo fatta, siamo riusciti a fare cioè che avevamo promesso 18 mesi fa e ne siamo orgogliosi”.

Prima della cerimonia c’è stato anche l’incontro in prefettura tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i familiari delle vittime del Ponte Morandi, nel quale il capo dello Stato ha voluto ribadire l’impossibilità di rimarginare una ferita di questa natura: “Ci tenevo a incontravi prima della cerimonia del Ponte per sottolineare pubblicamente e in maniera evidente che la ferita non si rimargina, che il dolore non si dimentica e che la solidarietà non viene meno in alcun modo”.

Mattarella ha inoltre condiviso la scelta dei familiari di non voler salire sul ponte.

L’Inno d’Italia, la lettura dei nomi delle 43 vittime del Morandi seguita dalle note ‘silenzio’, poi il taglio del nastro tricolore da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte720 giorni dopo il crollo che spezzò Genova e causò la morte di 43 persone, viene inaugurato il nuovo viadotto ‘GenovaSan Giorgio‘. Un ponte “semplice e forte, come questa città”, lo ha definito l’architetto Renzo Piano, ideatore della struttura. “La dimostrazione che l’Italia sa rialzarsi”, ha detto il premier Conte. Prima dell’inizio della cerimonia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Prefettura ha avuto un incontro privato con il Comitato dei familiari delle vittime del crollo del Morandi: “La ferita non si rimargina“, ha detto il capo dello Stato. Anche il premier nel suo discorso sul viadotto ha ricordato come sia ancora ” troppo acuto, tangibile il dolore per la tragedia”. Ha sottolineato gli inadempimenti che “hanno causato il crollo” del Morandi. “Il Ponte che oggi inauguriamo è figlio della volontà di ricomporre ciò che è stato spezzato“, ha aggiunto Conte, citando poi le parole di Piero Calamandrei: “Ritrovata unità morale dopo un periodo di profonda crisi“.

L’incontro tra Mattarella e i familiari delle vittime – I familiari erano stati invitati a partecipare alla cerimonia, ma avevano opposto il rifiuto perché ritenevano che l’evento prendesse un indirizzo troppo festoso. Mattarella conosciuta la situazione ha imposto una cerimonia sobria ed è nato l’incontro privato. A questo punto il Comitato ha accettato che sul ponte venissero letti i nomi dei loro familiari morti. “Ci tenevo a incontravi prima della cerimonia del Ponte per sottolineare pubblicamente e in maniera evidente che la ferita non si rimargina, che il dolore non si dimentica e che la solidarietà non viene meno in alcun modo. E condivido la vostra scelta di vederci in prefettura e non sul ponte non perché” l’inaugurazione “non sia importante. Lo è per la città naturalmente. Ma perché quest’incontro è un’occasione raccolta, non di frastuono”, ha detto Mattarella ai familiari delle vittime. Il presidente della Repubblica ha aggiunto che “il sostegno ai familiari e alle loro esigenze è un sostegno sincero“. “Voi avete affrontato alcuni aspetti, come quello della concessione, e comprendo bene come sia un elemento particolarmente sensibile per tutti voi”, ha sottolineato Mattarella. “Non è competenza mia definirlo, ma del governo e del Parlamento, ma queste sono cose che so che vengono tenute in grande considerazione“, ha affermato il presidente della Repubblica.

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