Solo nella serata di ieri, con colpevole e inspiegabile ritardo rispetto agli altri ordini scolastici, dopo aver ottenuto il parere positivo del Comitato tecnico scientifico, la Conferenza Unificata Stato Regioni ha approvato le linee guida redatte dal ministero dell’Istruzione per quanto concerne la scuola dell’infanzia.

Come avverrà già per gli altri gradi di scuola la febbre ai bambini verrà monitorata a casa dai genitori; le attività di intersezione saranno assolutamente vietate e di conseguenza ogni gruppo dovrà usare sempre gli stessi spazi e dovrà essere predisposto uno spazio Covid in ogni scuola dell’infanzia dove collocare e isolare i bambini che manifesteranno sintomi influenzali o tosse persistente.

L’accoglienza dovrà avvenire in uno spazio possibilmente all’aperto evitando assembramenti o contatti ravvicinati e assicurando il distanziamento tra adulti; un solo genitore potrà accompagnare i bambini a scuola; gli insegnanti dovranno indossare la mascherina per tutta la durata del loro servizio mentre gli alunni, a differenza dei compagni più grandi, non saranno obbligati all’obbligo della mascherina, anche se su questo aspetto molto attivo e divergente è stato il dibattito tra gli esperti.

Sono queste le principali indicazioni che le scuole dell’infanzia dovranno rispettare alla ripresa dell’attività scolastiche.

La scuola dell’infanzia avrà poco più di un mese di tempo per organizzarsi e mettere in pratica queste linee guida. Le indicazioni date sono assolutamente prescrittive e non ammettono sbavature. Si punta molto sulla responsabilità dei genitori e delle famiglie.

Il bambino in caso di sintomatologia sospetta sua o di un componente del nucleo familiare o convivente, non potrà accedere per un periodo che può variare da cinque a quattordici giorni al servizio educativo o alla scuola dell’infanzia.

Per quanto concerne l’organizzazione didattica i docenti e i loro collaboratori dovranno occuparsi stabilmente sempre dello stesso gruppo di bambini senza interagire in nessun modo e in nessuna occasione con alunni o docenti di altri gruppi classe.

Assolutamente vietati i lavori fatti insieme, unendo più sezioni: l’attività di intersezione dovrà essere assolutamente evitata. Anche gli spazi dovranno essere ben definiti e immodificabili, frequentati sempre e solo dallo stesso gruppo di alunni.

Ogni sezione o gruppo oltre ad avere il proprio spazio definito dovrà usare il proprio materiale didattico in maniera esclusiva.

Le linee guida suggeriscono laddove è possibile di evitare a lungo i luoghi chiusi di usare il più possibile spazi all’aperto come giardini e cortili.

Infatti gli esperti in un’ottica di prevenzione e tutela dei minori consigliano di utilizzare gli spazi esterni, organizzando lo spazio laddove sia possibile o procedendo con opportune turnazioni, valorizzando gli ambienti già a disposizione della scuola oppure attivando alleanze con il territorio per reperire eventuali spazi aggiuntivi.

Attenzione massima e assoluta per l’uso dei bagni,nei quali si potrà andare solamente un bambino per volta.

Il piano approvato, inoltre, dedica un ampio capitolo all’accoglienza: un solo genitore o accompagnatore adulto potrà portare i bambini a scuola; i punti di ingresso e uscita dovranno essere differenti e gli ingressi scaglionati. La mensa sarà assicurata ma l’utilizzo degli spazi dedicati alla refezione deve essere organizzato in modo da evitare l’affollamento dei locali ad essa destinati, a meno che le dimensioni dell’ambiente non consentano di mantenere i gruppi opportunamente separati.

Il comitato degli esperti consiglia vivamente di prevedere turni di presenza dei gruppi, o in alternativa si potrà consumare il pasto nelle aule o negli spazi utilizzati per le attività ordinarie, garantendo l’opportuna aerazione e sanificazione degli ambienti e degli arredi utilizzati prima e dopo il consumo del pasto. Capitolo a parte per il personale di sostegno che oltre alla mascherina potrà portare la visiera e i guanti.

Ovviamente come per gli altri ordini di scuola decisivo sarà il parere che, nell’ultima settimana di agosto, dovrà dare il comitato degli esperti sull’avvio della scuola a settembre in presenza. Perché, come ha ben ricordato il ministro Speranza in più occasioni, la decisione finale spetta unicamente a loro, ed è legata direttamente a come sarà l’evoluzione del tasso epidemiologico a fine agosto nel nostro paese.

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