Il virus ora fa davvero paura anche in uno dei luoghi più belli e più amati dai vacanzieri estivi del Bel Paese, il Cilento.

Sette nuovi casi sono stati scoperti ieri e ora la situazione si fa complicata visto che il totale degli infetti, dalla costa all’interno, sale a quota 31: un dato che non era stato raggiunto neanche nei mesi di marzo e aprile, quando nel nord italia il picco dei contagi sembrava fuori controllo. Situazione particolarmente allarmante a Pisciotta dove si contano 17 contagi , 6 se ne contano a Capaccio Paestum, 4 ad Agropoli, 3 a Casal Velino e 1 a Stio

A Pisciotta in giornata sono attesi i sanitari del dipartimento dell’Asl per un campagna di cento tamponi che saranno effettuati su altrettanti cittadini residenti o domiciliati alla frazione Marina e alla località Stazione Vecchia. Cresce la preoccupazione. Nelle ultime 24 ore il bilancio si è aggravato passando da 11 a 17 casi accertati.
Livello abbastanza alto di preoccupazione anche ad Agropoli. Su 15 tamponi fatti, 3 sono risultati positivi. Sono 4 i casi registrati tra le vie della cittadina cilentana, anche se si stanno effettuando ulteriori tamponi sulla filiera dei contatti degli ultimi contagiati . Oggi saranno sottoposte a test altre persone. I nuovi positivi sarebbero tutti collegati al 21enne risultato infetto da Covid-19 due giorni fa.

Il covid si fa conoscere per la prima volta anche a Stio, piccolo centro dell’entroterra del parco del Cilento, dove ieri e’ risultato positivo un anziano di 73 anni. L’uomo è stato scoperto colpito da Coronavirus all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Ricostruita la rete di contatti, ora altre persone dovranno essere sottoposte a tampone.
E serpeggia preoccupazione e angoscia tra i residenti per l’invasione dei turisti che già ha avuto inizio in questi giorni. Forti apprensioni soprattutto nei borghi turistici più rinomati, quali Acciaroli, Palinuro, Cammerota ed Ascea.

Si chiede alle Forze dell’Ordine di promuovere un massimo sforzo nei controlli par valutare il rispetto delle prescrizioni anti-covid,  con una capillare indagine presso gli esercenti commerciali e presso i lidi che hanno riempito di sedie e ombrelloni gli spazi loro assegnati.
E soprattutto si chiede che venga fatta rispettare l’ordinanza di obbligo di mascherina anche all’aperto e nei lidi marini in caso di assembramenti.
Assembramenti molto frequenti e pericolosi visto il poco uso di mascherine nelle vie e sulle spiagge dei borghi cilentani.

Infatti per tutelare gli interessi delle attività commerciali e per salvaguardare la stagione turistica tutti avevano allentato un pò i freni, sperando che con il caldo il covid non facesse proseliti.
Ma questa politica non ha pagato, e ora la dura realtà imposta dal Covid inizia a chiedere il conto.

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