Per la prima volta dal 18 giugno i nuovi casi di coronavirus tornano a sforare quota 300, esattamente 306 nelle ultime 24 ore. Erano 129 solo due giorni fa. A favorire l’escalation la miriade di focolai che accendono oramai in tutta Italia, tant’è che oggi solo la Valle d’Aosta può segnare casi alla casella dei nuovi contagi.

Poche settimane fa la metà delle regioni era Covid free. Salgono di poco i decessi da 9 a 10.
Esplosione di contagi a Trento, che dai 20 di eri balza a 30 oggi. Due giorni fa se ne contavano un paio.

Coronavirus, oggi contagi oltre quota 300: focolai ovunque

Salgono decisamente i contagi anche in Lombardia, da 51 a 82.

da 36 a 22 i nuovi contagi in Veneto, dove si contano anche 5 decessi, che fanno salire a 2.062 il totale delle vittime (tra ospedali e case di riposo). Altro dato negativo è quello dei soggetti in isolamento fiduciario, che dopo i nuovi focolai scoperti in queste settimane in Veneto registrano un altro balzo, +244, per un dato di 2.424 persone. Di questi, i pazienti con sintomatologia sono 22.

Risalgono in Puglia i contagi di coronavirus. Ieri Covid free, oggi con nove casi su 2.458 tamponi processati: tre nella provincia di Bari; tre nella provincia di Lecce; uno nella provincia di Brindisi; uno in quella di Foggia e uno fuori regione. Non sono stati registrati decessi.

A fare il consueto riepilogo settimanale (15-21 gugno) dell’andamento epidemico in Italia è la Fondazione Gimbe. Che nel suo report evidenzia la costante diminuzione dei ricoveri in terapia intensiva per Covid-19 e la minore pressione sugli ospedali, mentre è stabile intorno allo 0,6% l’incremento settimanale dei nuovi casi di coronavirus, ma con forti differenze regionali: 6 su 10 infatti riguardano la Lombardia. Rispetto alla settimana precedente, si registra un calo del -5,8% dei ricoverati con sintomi e del -18% dei ricoveri in terapia intensiva. È stabile, invece, il numero di nuovi casi di coronavirus ovvero 1.408 rispetto a 1.388 della settimana precedente (+0,6%) a fronte di una lieve flessione del numero di tamponi diagnostici (-0,7%). Svettano l’incremento dei casi in Veneto (+172) e la riduzione in Lombardia (-184) e si rilevano moderate variazioni in aumento in Liguria (+44), Toscana (+30) e Campania (+28) e in riduzione nel Lazio (-46) e in Piemonte (-35).

Rispetto ai 12.248 casi attivi al 21 luglio, il 57,2% si concentra in Lombardia (7.010); un ulteriore 29,5% si distribuisce tra Emilia Romagna (1.297) Lazio (881), Piemonte (813), Veneto (624); i rimanenti 1.623 casi (13,3%) sono distribuiti in 16 Regioni e Province autonome. In sostanza, la circolazione del virus si legge sul report, è “endemica con un incremento costante dei nuovi casi nelle ultime settimane, legati prevalentemente a nuovi focolai e a casi di rientro dall’estero”.

Intanto arranca il tracciamento digitale dei casi sospetti. La app Immuni è stata scaricata da “4 milioni e 300mila utenti”, dato che secondo una ricerca dell’Università di Pavia rappresenta «circa il 12% della popolazione italiana tra 14 e 75 anni in possesso di smartphone. Così il ministro dell’Innovazione, Paola Pisano, al question time al Senato. “Non ho mai detto che l’applicazione sia l’unica soluzione – ha sottolineato – rientra in una strategia complessiva. Naturalmente più sarà conosciuta e utilizzata più potrà contribuire alle azioni di contrasto del Coronavirus”. “Per quanto riguarda il contributo dell’applicazione alla lotta al Coronavirus secondo il ministero della Salute i soggetti positivi in possesso dell’applicazione che hanno acconsentito a inviare il messaggio di notifica sono 46, dal 13 luglio ad oggi i soggetti allertati grazie a Immuni risultano essere stati 23 che hanno avuto la possibilità di conoscere il rischi contagio cui sono state esposte. Questo dimostra l’utilità” della app Immuni. Così il ministro dell’Innovazione, Paola Pisano, al question time al Senato.

Si fa nel frattempo sempre più pesante il bilancio della pandemia in Europa, dove sono 1.647.936 i casi di coronavirus e 181.000 i decessi registrati  ad oggi. È quanto si apprende dal report, aggiornato al 23 luglio, del Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che fa riferimento ai Paesi dell’Unione Europea, dello Spazio economico europeo (See) e il Regno Unito. In particolare, tra i Paesi più colpiti dell’area svetta quest’ultimo con 296.377 casi, seguito dalla Spagna con 267.551 e dall’Italia con 245.032. Seguono Germania (203.368), Francia (178.336), Svezia (78 504) e Belgio (64.534). Anche la classifica dei paesi con il maggior numero di decessi, secondo i dati dell’Agenzia dell’Unione Europea, è guidata dal Regno Unito con 45.501 pazienti deceduti, seguito da Italia (35 082), Francia (30.172), Spagna (28.426), Belgio (9.808 ) e Germania (9.101).

Arriva nel frattempo dagli Usa una possibile soluzione al problema dei “debolmente positivi”, che restano tali anche a distanza di mesi alla prova del tampone. Per determinare se un paziente che ha avuto il Covid-19 può uscire dall’isolamento non è necessario un tampone negativo ma è sufficiente siano passati 10 giorni dall’ inizio dei sintomi e non ci sia febbre da 24 ore. Lo scrivono i Cdc statunitensi nelle nuove linee guida sul virus. `Le persone guarite possono avere tracce rilevabili dell’Rna del virus fino a 3 mesi dall’inizio della malattia – spiegano – ma in concentrazioni in cui l’infettività è improbabile´.

Fonte: https://www.lastampa.it/cronaca/2020/07/23/news/coronavirus-oggi-i-contagi-oltre-quota-300-focolai-ovunque-1.39115916

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