RECOVERY FUND: VINCITORI (LORO) E VINTI (L’ITALIA) DI UNA TRATTATIVA UMILIANTE . Analisi del documento.

Finalmente, dopo cinque giorni di discussioni, tensioni internazionali ed antipatie personali che avranno delle pesanti ricadute future (l’antipatia personale fra Macron e Kurz era evidente) abbiamo il “Recovery Fund” ed un quadro finanziario pluriennale di massima.

Da questa trattativa escono dei vincitori e dei vinti. I vincitori sono Austria, Danimarca, Olanda e Svezia che, pur avendo un peso economico minimo, riescono prima ma bloccare la discussione e quindi a guidarla dove vogliono loro. Questo non è un parere, ma un dato oggettivo basato sul contenuto del documento finale che citeremo per larghi passi (al contrario dei giornaloni e dei commentatori televisivi noi leggiamo i documenti…).

In totale i fondi vengono distribuiti come segue :

390 miliardi di denaro a fondo perduto;

360 miliardi di prestiti.

Questi fondi vengono poi distribuiti fra i diversi programmi europei, come segue:

• Recovery and Resilience Facility (RRF) EUR 672.5 miliardi
of which loans EUR 360 mld
of which grants EUR 312.5 mld
• ReactEU: EUR 47.5 mld (sono i fondi per la cassa integrazione )
• Horizon Europe: EUR 5 miliardi (ricerca)
• InvestEU: EUR 5.6 Mld
• Rural Development: EUR 7.5 mld
• Just Transition Fund (JTF): EUR 10 mld (lavoro)
• RescEU: EUR 1.9 mld (protezione civile)
• Totale: EUR 750 mld

Bello, bellissimo, ma ora arrivano i punti negativi:

  • “L’impegno” dei fondi perduti (non la loro erogazione , attenzione….) dovrà essere fatto per il 70% entro 2021 e 2022,  il restante 30% nel 2023. Questo significa che i progetti devono essere pronti subito e non possono essere poi integrati in seguito nell’arco dei 7 anni del piano pluriennale;
  • già nel 2021 il 10% del fondo dovrà essere versato, per 67 miliardi , come pre  ammortamento…
  • resta il “Super freno a mano” voluto dai nordici. Il testo è come segue : La Commissione chiede il parere del comitato economico e finanziario in merito al raggiungimento soddisfacente delle tappe e degli obiettivi pertinenti. Il comitato economico e finanziario si adopera per raggiungere un consenso. Se, in via eccezionale, uno o più Stati membri ritengono che vi siano gravi deviazioni dal soddisfacente raggiungimento delle pietre miliari e degli obiettivi pertinenti, possono chiedere al presidente del Consiglio europeo di sottoporre la questione al prossimo Consiglio europeo.
    La Commissione adotta una decisione sulla valutazione del soddisfacente raggiungimento delle pietre miliari e degli obiettivi pertinenti e sull’approvazione dei pagamenti secondo la procedura d’esame.
    Se la questione è stata deferita al Consiglio europeo, nessuna decisione della Commissione relativa al soddisfacente raggiungimento delle pietre miliari e degli obiettivi e all’approvazione dei pagamenti sarà presa fino a quando il prossimo Consiglio europeo non avrà discusso esaurientemente la questione. Questo processo, di norma, non richiede più di tre mesi dopo che la Commissione ha chiesto il proprio parere al Comitato economico e finanziario. Questo processo sarà in linea con l’articolo 17 TUE e l’articolo 317 TFUE. Pe ressere chiari OGNI SINGOLO STATO può sollevare una questione di inadempimento contro un altro stato, e questa sarà decisa A MAGGIORANZA dal Consiglio md’Europa. Praticamente ogni stato può sollevare la questione e poi la maggioranza, che ha base politica, della UE viene a decidere….
  • Una fetta molto consistente dei fondi è vincolata al raggiungimento della neutralità climatica e questo rischia di renderne l’impiego perfino controproducente per i vari sistemi economici. Lasciamo come sempre al testo originale: L’azione per il clima sarà integrata nelle politiche e nei programmi finanziati nell’ambito del QFP e dell’NGEU. Un obiettivo climatico globale del 30% si applicherà all’importo totale delle spese del QFP e del NGEU e si rifletterà in obiettivi adeguati nella legislazione settoriale. Devono rispettare l’obiettivo della neutralità climatica dell’UE entro il 2050 e contribuire al raggiungimento dei nuovi obiettivi climatici dell’Unione per il 2030, che saranno aggiornati entro la fine dell’anno. Come principio generale, tutte le spese dell’UE dovrebbero essere coerenti con gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Se questi fondi avessero veramente un interesse economico  ci sarebbe da chiedersi come mai i Paesi Bassi, con solo 8% di energie rinnovabili, si siano così fortemente opposti a queste misure. La realtà è che obbligheranno ad investimenti che aumenteranno, non diminuiranno, il costo del mix energetico nazionale: investiremo per avere un’energia più cara, non meno cara
  • Tutto questo sarà pagato da nuove tasse europee, o , come amano chiamarle, “Risorse proprie dalla UE“. Le tasse europee arriveranno allo 1,4% del Prodotto Nazionale Lordo (non quello netto , che crea delle distorsioni per i paradisi fiscali…..) dei singoli paesi sino al 1,46% complessivo sul PIL della UE.
  • TASSE TASSE Passando a valutare le entrate , che naturalmente sono valutate anno per anno, abbiamo, sempre dal testo originale le seguenti tasse: Risorsa propria basata sull’IVA
    144. L’attuale risorsa propria basata sull’IVA sarà sostituita dal metodo alternativo semplificato e raffinato della Commissione a partire da gennaio 2019 con un’aliquota uniforme dello 0,3% che si applicherà alla base IVA di tutti gli Stati membri determinate secondo la metodologia raffinata proposta da la Commissione. Per ciascuno Stato membro, la base IVA da prendere in considerazione a tal fine non deve superare il 50% del reddito nazionale lordo. 145. L’Unione nei prossimi anni lavorerà per riformare il sistema delle risorse proprie e introdurre nuove risorse proprie. 146. Come primo passo, una nuova risorsa propria sarà introdotta e applicata dal 1 ° gennaio 2021, composta da una quota delle entrate provenienti da un contributo nazionale calcolata sul peso dei rifiuti di imballaggi in plastica non riciclata con un tasso di chiamata di 0,80 EUR per chilogrammo con un meccanismo per evitare un impatto eccessivamente regressivo sui contributi nazionali. Quindi l’Italia e gli altri paesi dovranno pagare un contributi ulteriore sulla base delle plastiche non riciclate. Una Plastic tax a livello nazionale….  Notiamo che però la Commissione si impegna a trovare modi per aumentare le tasse in futuro…
  • Qualcuno però ottiene riduzioni importanti  e su base annua: Risorsa propria basata sull’IVA: • Danimarca: EUR 377 milioni;
    • Germania: EUR 3 671 milioni;
    • Paesi Bassi: EUR 1 921 milioni;
    • Austria: EUR 565 milioni;
    • Svezia: EUR 1 069 milioni. Alla fine la Germania porta a casa una riduzione della propria contribuzione alla UE per quasi 26 miliardi in 7 anni. noi pagheremo di più

Questi risultati ci permettono di dire che abbiamo dei vincitori: Paesi Bassi, Germania, Austria, Svezia e  Danimarca pagheranno meno, mentre l’Italia pagherà di più. Si, otterremo qualche fondo perduto in più, ma di difficile utilizzo perchè vincolato alle politiche della Commissione sull’ambiente. I fondi saranno “Impegnati”, non erogati, subito, quindi avremo anche una progettazione raffazzonata e lasciata in mano al partito Democratico. Una sconfitta per l?italia perchè si troverà più gravata di tasse, ed una vittoria per i paesi Nordici ,  che sganciano sempre più il proprio bilancio da quello UE, con l’Umiliazione del Super Freno a Mano, per cui i nordici potranno , come singoli paesi, venire a farci le pulci

Però non preoccupatevi, per la TV è una grande vittoria di Conte, Peccato che la pagheranno gli italiani.

FONTE: ScenariEconimici.it

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