Il 20 luglio 1304 nacque ad Arezzo Francesco Petrarca.

“Pace non trovo e non ho da far guerra
e temo, e spero; e ardo e sono un ghiaccio;
e volo sopra ‘l cielo, e giaccio in terra;
e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio.

Tal m’ha in pregion, che non m’apre nè sera,
nè per suo mi riten nè scioglie il laccio;
e non m’ancide Amore, e non mi sferra,
nè mi vuol vivo, nè mi trae d’impaccio.

Veggio senz’occhi, e non ho lingua, e grido;
e bramo di perire, e chieggio aita;
e ho in odio me stesso, e amo altrui.

Pascomi di dolor, piangendo rido;
egualmente mi spiace morte e vita:
in questo stato son, donna, per voi.”

(Francesco Petrarca)

Il 20 luglio 1304 nacque ad Arezzo Francesco Petrarca.   scrittore, poeta, filosofo e filologo, amante dei classici (in particolar modo di quelli latini) e sdegnoso verso la cultura della sua epoca, fu considerato il precursore dell’Umanesimo e uno dei pilastri della letteratura italiana, grazie soprattutto alla sua opera più celebre, il Canzoniere.

Uomo moderno, Petrarca rilanciò, in ambito filosofico, l’agostinismo in contrapposizione alla scolastica e operò una rivalutazione storico-filologica dei classici latini.

Una delle sue frasi più famose è:

«Sono posseduto da una passione inesauribile che finora non ho potuto né voluto frenare. Non riesco a saziarmi di libri.».

Per lui il latino era quasi una seconda lingua che usa anche per prendere appunti, ma sono tanti e diversi i fattori che influenzarono la sua preparazione: un avviamento alla letteratura religiosa, una grande conoscenza della letteratura volgare, oltre al già citato amore per i classici latini: premesse che ponsero le basi della sua poesia.

La storia medesima del Canzoniere, infatti, fu più un percorso di riscatto dall’amore travolgente per Laura che una storia d’amore vera e propria.

Petrarca prese anche i voti e visse come un chierico laico – erano in molti a non condurre una vita monastica, pur essendo uomini di chiesa, in questo periodo – svolgendo incarichi importanti presso la famiglia Colonna.

Incontrò e divenne amico di Giovanni Boccaccio. Petrarca, Dante e Boccaccio sono conosciuti come le “tre corone” della lingua italiana, in riferimento proprio alla corona di alloro che veniva usata per cingere i poeti laureati.

Insieme a Boccaccio, Petrarca riflettè a lungo sul rapporto fra lingua italiana e latino, un dibattito che, a quei tempi, era molto sentito.

Petrarca trascorse gli ultimi anni della sua vita intorno a Padova, continuando a scrivere e a studiare.

Si spense ad Arquà – in suo onore questa località si chiama oggi Arquà Petrarca – il 19 luglio 1374, un giorno prima del suo compleanno.

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