Miracolo tutto italiano nel mondo della scuola ai tempi di forzata convivenza col covid19.

Per la prima volta da decenni i cinque principali sindacati del mondo della scuola si sono ritrovati tutti insolitamente uniti e concordi su un punto comune: a settembre all’apertura del nuovo anno scolastico non ci sono le condizioni per ripartire con la didattica in presenza in tutti i gradi degli ordini scolastici.

E quindi per i sindacati della scuola è inevitabile ricorrere ancora alla DAD, vista la disastrosa situazione e le tante criticità su molteplici aspetti a 45 giorni dalla apertura dell anno scolastico.

Per i sindacati ci ritroviamo in questa situazione disperata per il colpevole ritardo con cui si è partiti nell’affrontare i mille problemi generati dal propagarsi della emergenza sanitaria. Mentre i Dirigenti Scolastici sono alla disperata ricerca di spazi il problema più drammatico è costituito dalla forte carenza di organico aggiuntivo, sia dal punto di vista dei docenti che del personale ATA.

Sono stati richiesti dalla ministra Azzolina al ministero delle Finanze circa 80 mila docenti a tempo indeterminato in aggiunta rispetto al contingente ordinario previsto, per la cui assunzione si attende la risposta del MEF ad agosto. Secondo i sindacati sotto questo aspetto siamo davanti a un colossale inganno. Questi ottantamila insegnanti in più non ci sono e mai ci saranno.

Anche se il ministro Gualtieri dovesse dare il benestare per tale richiesta, cosa non affatto scontata, nelle graduatorie mancano docenti di molte discipline soprattutto nei cicli scolastici delle scuole medie e superiori. La ministra Azzolina poteva ridimensionare questa forte criticità avendo la possibilità di assumere questi docenti attraverso una procedura snellita e semplificata, mediante un concorso per soli titoli e servizio prestato, ma per motivi non del tutto chiari si è messa di traverso a questo percorso abbreviato e adesso che il primo settembre si avvicina alla scuola mancano oltre duecentomila docenti, e non è impresa facilmente percorribile procedere a tutte queste nomine di supplenti in poco più di un mese.

Avvelenata la frecciatina lanciata dai sindacati al ministro della Pubblica Istruzione, secondo i quali è più presa e interessata da show e passerelle televisive che dal risolvere nella fattibilità e concretezza le tante situazioni drammatiche che attanagliano la scuola.

Per i sindacati sarà complesso gestire il milione di domande cartacee presenti nelle graduatorie di istituto per gli aspiranti docenti a tempo determinato, domande che devono essere trasformate da cartacee a digitali. I sindacati non credono possibile che in due settimane, come con troppo facile ottimismo ha affermato la Azzolina, si possa completare questo immane lavoro. Dubbi avanzati anche dai funzionari ministeriali, preoccupati perché queste graduatorie sono indispensabili per colmare i vuoti dei docenti nelle scuole.

Per i sindacati da marzo ad oggi nulla o poco è stato fatto di concreto per rendere agevole l’apertura in presenza a settembre.

E mentre la casa va a fuoco la Azzolina pensa a come disporre gli arredi. Incurante delle grida di disperazione dei Dirigenti Scolastici e del corpo docente.

Per i sindacati la ministra vive fuori dalla realtà contestuale, con una scuola le cui condizioni sono assolutamente le stesse di quelle lasciate a marzo.

La risposta della ministra è arrivata a stretto giro di posta, ricorrendo alle solite frasi politichesi usate sempre in passato, e cercando di passare per vittima perché donna e perché appartenente al partito pentastellato.

I sindacati invece hanno rimarcato le proprie critiche, chiedendo alla ministra di scendere da Marte prima che settembre arrivi, e di mettere fine alle continue giravolte che generano sgomento e timori nel corpo docenti. I sindacati hanno portato ad esempio le trionfanti frasi a riguardo del cruscotto digitale che, presentato in pompa magna un mese fa, doveva segnalare le criticità delle aule di tutte le scuole.

Senonché è dei giorni scorsi la richiesta della ministra ai Dirigenti Scolastici di segnalare con la massima urgenza le criticità delle aule per predisporre gli interventi necessari.

Davvero è arrivato il momento che la ministra metta piede sul nostro pianeta per prendere realmente di petto la situazione delle scuole che i nostri figli dovranno, o meglio dovrebbero, frequentare.

Perché settembre è dietro l’angolo e Marte è molto distante.

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