Ultime precisazioni dal mondo della scuola. Il Ministero della Pubblica Istruzione  ha precisato nella giornata di ieri  che i test sierologici per docenti e personale della scuola saranno assolutamente su base volontaria, nel rispetto delle norme sancite dalla Costituzione a tal riguardo.

Il ministero con una nota ufficiale ha precisato che questo è lo stato delle cose e di diffidare delle fake news sulla obbligatorietà di tali test, generando timori e inutili  preoccupazioni tra  i lavoratori della scuola.

Nessun docente, Ata o studente, quindi, sarà obbligato a sottoporsi ai test: per loro questa sarà solo un’opportunità e non una imposizione.

Il ministero ha poi precisato che sarà il commissario straordinario Arcuri a gestire il bando  di gara sia per i test sierologici che per l’acquisto dei banchi monouso,  permettendo cosi di velocizzare le procedure. Nei giorni scorsi è partito il bando per 2 milioni di test sierologici, per acquistare i banchi monoposto e per l’acquisto degli  altri materiali necessari a garantire una apertura delle scuole senza troppi ostacoli.

Il Comitato Tecnico Scientifico e il ministero dell’Istruzione hanno stabilito che la misurazione della temperatura verrà fatta a casa dai genitori degli alunni, facendo rientrare questa procedura nel patto di corresponsabilizzazione tra la Istituzione Scolastica e le famiglie.

Sarebbe stato impossibile attuare questa procedura all’ingresso degli alunni a scuola, anche per mancanza del materiale necessario per procedere al rilievo e alla mancanza del personale abilitato a tale compito.

Il ministero ha ribadito che gli alunni che avranno una temperatura pari o superiore a 37,5 gradi non potranno entrare a scuola, cosi come non potranno avere accesso agli edifici scolastici alunni con sintomi di raffreddore.

Non saranno assunti per settembre gli 80.000 docenti dai concorsi ordinari e straordinari, non essendovi i tempi tecnici per espletare e completare le complesse prove concorsuali per tale data.

Grande delusione anche per i precari storici della scuola pubblica, da anni inseriti nelle varie graduatorie e che sistematicamente vengono chiamati a inizio anno scolastico e licenziati alla fine dello stesso.

Si erano illusi che con la necessità di ampliare il numero dei docenti di ruolo per fronteggiare l’emergenza covid finalmente fossero inseriti in ruolo.

Cosi non è avvenuto. E a rimetterci, soprattutto in questo periodo di convivenza con il covid19, sarà obbligatoriamente la qualità della didattica e la ricaduta della offerta formativa sugli alunni.

Sul piede di guerra i cinquantamila docenti temporanei che dovrebbero essere assunti per far fronte all’emergenza sanitaria. Infatti per essi non sarà prevista nessuna tutela contrattuale. Potranno essere licenziati in ogni momento e non matureranno nessuno dei diritti accessori e economici previsti per la funzione docente (neanche la  indennità di disoccupazione, un allarmante  salto indietro nel contesto dei diritti e tutela dei lavoratori della scuola e non solo).

Dal punto di vista architettonico e dell’edilizia gli edifici scolastici resteranno con tutte le criticità strutturali che avevano negli anni passati, visti gli interventi attuati vicini allo zero.

Infatti, nonostante le tante belle parole raccontate ogni sera mediante social e mezzi televisivi dai nostri politicanti, poco o nulla è stato fatto da questo punto di vista.

Nel frattempo è stato chiarito dal Comitato degli Esperti in maniera definitiva che nelle aule la distanza tra alunni va calcolata con la formula statica del metro di distanza da bocca a bocca.

Inoltre occorre assolutamente garantire tra le fila dei banchi e la distanza degli stessi dalle pareti  lo spazio delle vie di fuga (almeno 60 cm, ma ne sono consigliati 80).

E occorre rispettare assolutamente la distanza di sicurezza tra la cattedra e la prima fila di banchi, stimata dagli esperti nella misura di almeno m.2,5.

Le scuole sono in attesa di delucidazioni per quanto riguarda gli ingressi e le uscite degli alunni, che per prevenire i contagi dovranno avvenire scaglionate.

Complesso anche il discorso sanificazione.

Con continuità nell’arco della giornata scolastica dovranno essere sanificate maniglie di porte e finestre, i banchi, la cattedra e la lavagna. E massima attenzione dovrà essere attuata nella pulizia dei bagni, con interventi ciclici ogni ora da parte del personale ATA.

Si attendono delucidazioni da parte del Ministero sulla situazione complessa dei lavoratori della scuola cosiddetti “fragili”, che sono massimamente a rischio contagio a causa di particolari  patologie e della età avanzata.

Oltre la metà del corpo docente delle nostre scuole ha una eta’ superiore ai 55 anni, e oltre il 20 per cento supera i 60 anni.

Insomma tante le  criticità da affrontare e risolvere in questo mese e mezzo che manca all’avvio del nuovo anno scolastico.

Troppe per rendere tranquilla e rilassante questa estate delle famiglie e dei lavoratori  della scuola.

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