Atlantia è stata sempre assistita dagli advisor finanziari Goldman Sachs, JP Morgan, Credit Suisse e Morgan Stanley, nonché dallo Studio Bonelli Erede per gli aspetti legali.

Rothschild è stato advisor del consorzio degli acquirenti Allianz Capital Partners, Edf Invest, Dif e Silk Road.

Conte ha avuto a che fare col Crédit Suisse durante l’affaire RETELIT del Vaticano. In più …gli affitti d’oro per gli uffici di Palazzo Chigi…” Già ufficiale il rinnovo senza gara per altri 6 anni del contratto di locazione tra lo Stato e Morgan Stanley sgr spa per l’affitto di Palazzo Verospi, al costo di 8.074.800 euro.”

Conte in ottimi rapporti con JP Morgan, tutti membri di Bilderberg la banca che appoggiava la riforma di Renzi

Conte costituisce il comitato dei 17 per uscire dalla pandemia.

Colao è il vicepresidente della lobby europea.

Nel comitato Peter Sutherland (al vertice della Goldman Sachs): la Goldman Sachs è la banca che nel 2011 usava lo spread contro l’Italia e ne chiedeva il default, il fallimento, lui è tra gli esperti graditi a Colao, lo conobbe grazie a De Benedetti, ed era l’uomo applaudito da Soros come europeo alla guida d’integrazione ed mmigrazione.

Non è certo un caso che i nomi citati siano nell’elenco dei consulenti graditi ad Ursula von der Leyen

Nel comitato scelto da Conte per la fase due del covid c’è anche: Stefano Simontacchi presidente dello studio legale Bonelli Erede, Mario Monti è stato international advisor per Goldman Sachs.

Nel frattempo ricordiamo che Atlantia aveva messo dentro Autostrade un debito di circa 12 miliardi di euro che ovviamente passano in carico allo Stato.

Se la sentenza, tra diverso tempo, regolerà e sancirà i danni…ci toccheranno pure quelli.

E pensare che era possibile la revoca a zero e seppur con la manleva sarebbe costata meno.

Restando sempre sul tema Benetton Family proseguiamo con altre storie. COINCIDENZE?

Les affaires Benetton e i nomi noti, un patrimonio che lo Stato ha svenduto:

SOLO PER NEGLIGENZA? Uno dei più grandi e storici palazzi di Roma

L’acquisto dell’immobile si concluse ufficialmente nel 2019 senza che prima il ministro pentastellato Alberto Bonisoli avesse fatto valere il diritto di prelazione. Ma neppure il suo successore al ministero dei Beni Culturali, il dem Dario Franceschini, si mostrò particolarmente interessato a farlo.

A causa del “mancato esercizio di prelazione da parte del ministero dei Beni Culturali”, i Benetton riuscirono ad acquistare in via preliminare uno straordinario palazzo, dall’enorme valore storico ed economico, in pieno centro a Roma, palazzo di epoca fascista in piazza Augusto Imperatore, di 22mila metri quadri, costruito tra il 1936 e il 1938 a due passi dal mausoleo di Augusto, prezzo pagato 150 milioni di euro.

Non è però finita qua.

Quasi a fine 2019 la Property spa [agenzia della famiglia Benetton] decise di darlo in affitto a Bulgari per 15 milioni di euro all’anno (per dieci anni, canone rinnovabile di altri dieci).

Quindi un totale di almeno 150 milioni, stesso prezzo pagato per acquistarlo.

E cosa ci farà Bulgari in un mirabile stabile di epoca fascista che fino a due anni fa era di proprietà dello Stato?

Ci costruirà un albergo di lusso che aprirà i battenti nel 2022.

L ’acquisto dei Benetton avvenne, grazie alla mancata prelazione di un ministro Cinque Stelle, proprio nel periodo in cui i Cinque Stelle attaccavano a testa bassa i Benetton sulla questione Autostrade.

Inoltre il cambio di destinazione, con l’amministrazione grillina della Raggi, è avvenuto a tempo record, incomparabile agli anni che necessitano ai comuni mortali: in sei mesi.

Il valore iniziale era di 428 milioni di euro, aumentati dal prestigio di dipinti esterni e interni.

Non c’è stata nemmeno un’eventuale idea di ascoltare altri acquirenti che avevano offerto parecchio ma parecchio di più dei Benetton.

Una delle grandi catene di alberghi, sembrerebbe che avrebbe offerto 600, misteri dei penta.

Questi i fatti ognuno si faccia la propria idea.

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