Fu fatta costruire dal Duca Carlo Emanuele I di Savoia: era il dono che decise di fare alla giovane moglie Caterina, figlia del Re di Spagna Filippo II.

Miraflores avrebbe dovuto essere un castello da favola ma quando Caterina si stufò di soggiornarvi molti lavori furono sospesi.

Quanto realizzato era comunque incantevole: il parco si apriva tra boschi popolati da ogni specie di uccelli, in mezzo al giardino scorrevano canali che confluivano in un piccolo incantevole laghetto. Il progetto non fu mai completato, ma la storia di Mirafiori in Torino è andata avanti, l’abitato si è ingrandito e intorno ai poderi sono nate diverse case.

Nel 1850 arriva a Mirafiori la scuola pubblica, e l’alfabetizzazione degli abitanti favorisce lo sviluppo, oramai i tetti antichi sono solo un piccolo nucleo della realtà locale, ma testimoniano una tradizione indelebile.

Mirafiori è anche Fiat, li vi è stato per quasi un secolo il più grande complesso industriale italiano, un complesso vasto 2.000.000 di metri quadri con all’interno 10 km di strade sotterranee e 20 km di ferrovie che collegano gli infiniti capannoni.

Mirafiori, epicentro industriale che nel 1994 vede la nascita della Punto, del Fiorino, del Ducato, della Coupé, della Bravo, della Brava,

Mirafiori, antico e Nobile quartiere che nel 1994 vede la nascita di Raffaele Micucci, in arte Jo Vezz, ciao Raffaele, come è Mirafiori oggi?

Ciao, Mirafiori è una delle zone più tranquille di Torino, c’è il giusto mix di natura e gente

Hai iniziato a fare musica a 15 anni, prima di allora che ragazzo eri, che facevi? Come era Raffaele prima del 2010?

Da piccolo pesavo 120 kg contro i 60 di oggi, ero un minimo bullizzato, la musica mi ha aiutato molto a uscire da quel triste periodo e risollevarmi, elevarmi

Nel 2001 inizi a fare capolino nella scena musicale rap torinese, scena che ricordiamo vede su tutti Franki Hi nrg e più attuale Willi Peyote, ti chiedo:  loro li hai mai visti, li hai mai incontrati, ci hai parlato?

Franki no, con Willi ho avuto anche il piacere e l’onore di berci una birra insieme

Chi meglio di te può spiegare perfettamente ai nostri lettori  cosa sono le battle nel Rap

Sono delle sfide di improvvisazione free style, un rapper contro l’altro si sfidano a colpi di rime, i giudici o il pubblico (dipende come è organizzata la sfida) decidono poi il vincitore

Nel 2014 i tuoi primi dischi non ufficiali, Missione compiuta vol 1 Missione compiuta vol 2. Perchè non ufficiali?

Io li ho registrati e li ho fatti uscire, ma non avevo l’etichetta, non ho fatto i Live, però dovevano uscire, era arrivato il momento di spiccare il mio volo

C’è un pezzo, Fai attenzione dove ti scagli contro i computer, in generale il digitale, le applicazioni ecc, ma invece non pensi che oggi questo mondo e questo modo vi aiuta particolarmente a voi cantanti non ancora celebri, non rodati, grazie alle app, a internet, ai pc e smartphone siete ascoltati e conosciuti

Si è vero, ci aiutano molto e sono strumenti ormai indispensabili per noi, ma come gusti, come tendenza, come stile di vita io mi considero un tipo all’antica, sono un tipo molto più “analogico” che “digitale”

Perché il nome d’arte Jo Vezz?

Jo è un omaggio a Joe Cassano, Vezz è un termine bolognese “giovane” che sta ad indicare amico, fratello, “bella vezz” a Bologna è un po tipo “bella zio” a Milano

Nel tuo pezzo Rap italiano dici “golden age del rap italiano” e fai tanti nomi Piotta (Colle der Formento) J Ax (Articolo 31), Sottotono, Caparezza Flaminio Maphia, riesci a mettere in classifica questi artisti?

E’ difficile, i Colle der Fomento e i Flaminio Maphia hanno fatto la storia del Rap, ma io amo particolarmente J Ax fin dai Spaghetti Funk e quel grandissimo paroliere/cantautore di Caparezza

Grazie a questi 2 primi dischi, dai quali sono tratte queste 2 ultime canzoni di cui abbiamo appena parlato, ti fai notare e bene da medio/grandi nomi del rap italiano, hai aperto concerti a Noki, Assalti Frontali, Lord Madness, Dope One, Il Turco, Kenzie, DragWan, Sabsista, Bassi Maestro, Flaminio Maphia, che emozioni sono state?

Io quando salgo sul palco è sempre un’emozione, cantare davanti a un pubblico non è facile per niente, anche se sei bravo con i testi, devi comunque essere bravo e perfettamente performante anche sul palco, emozione e tensione ci sono sempre

Tra tutti questi nomi, chi hai preferito come persona?

Sono diventato amico stretto di Lord Madness, è una persona squisita

Parliamo di musica in generale, fuori dal Rap, chi ti piace?

Celentano, Battisti, Mina, Rino Gaetano, tendenzialmente preferisco la musica italiana, tra l’altro abitavo accanto a Umberto Tozzi

Il calcio ti piace?

Si molto, sono un vecchio cuore granata

Quali sono i problemi del Toro in questi anni?

Uno solo: Il Presidente

Tornando a te nel 2019 pubblichi il tuo primo disco ufficiale, dal titolo I segreti del genio, disponibile sulle principali piattaforme di streaming musicale, al quale hanno collaborato diversi artisti, chi è il genio e quali sono questi segreti?

Il genio io penso che sia in ogni persona, è dentro ognuno di noi, basta solo farlo uscire. I segreti li abbiamo un po tutti, ce ne sono anche nella musica, anche nelle mie canzoni… Io talvolta metto dentro le mie canzoni qualche “trucchetto”, la mia musica la devi ascoltare bene e le canzoni le devi sentire fino in fondo, in quel caso, se sei attento, scopri molti dettagli della mia vita.  
Se incontrassi veramente un genio, di quelli della lampada, che chiede 3 desideri da realizzare, quali sarebbero i tuoi?

1) Dovremmo vivere tutti allo stesso modo, ognuno dovrebbe avere un minimo e avere come gli altri
2) Mettere apposto la mia famiglia, abbiamo, come molte famiglie nel mondo, un po di problemi
3) Continuare per sempre con musica
Ti aggiungo, come desiderio extra, collaborare con Fabri Fibra, un grandissimo!

Tu scrivi con carta e penna o al pc?

Mi capita spesso di scrivere al cellulare, comunque tendenzialmente preferisco carta e penna

Progetti futuri?

Ho fondamentalmente terminato il nuovo disco, ti anticipo il titolo: Siamo solo all’inizio

Sarà distribuito da Events Management?

Si, credo proprio di si

Parlaci di The Route, la hit che sta girando su Radio Svolta

The Route l’ho scritta in un momento veramente brutto mio e della mia famiglia, in quel periodo non avevo neanche una casa, nel pezzo parlo di quello che manca, delle miserie delle persone, ma anche della forza che bisogna avere, del non mollare mai, bisogna credere sempre nei propri sogni, nei propri progetti

Grazie Jo Vezz

Grazie a te, agli ascoltatori di Radio Svolta e ai lettori de La Città News

Guido Rossi 

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