Secondo il premier ci sono le condizioni per proseguire lo stato di emergenza. Gli scienziati si oppongono: “Lo dicono i numeri, è finita. Ora basta, altrimenti ne pagheremo le conseguenze per i prossimi 20 anni”.

Non si placano le polemiche dopo la notizia secondo la quale il premier Giuseppe Conte sarebbe intenzionato a prorogare lo stato di emergenza Covid fino al 31 dicembre 2020. Raggiunto dai giornalisti mentre presenziava alla cerimonia per il funzionamento del Mose, il presidente del Consiglio ha infatti dichiarato che ci sono le condizioni “per proseguire lo stato di emergenza per il coronavirus dopo il 31 luglio.

Non è stato ancora deciso tutto, ma ragionevolmente si andrà in questa direzione”.

Insomma, secondo il sedicente avvocato del popolo il rischio di una recrudescenza del Coronavirus è quanto mai concreto. Una tesi, la sua e quella del Comitato tecnico scientifico che lo supporta, diametralmente opposta rispetto a quanto sostenuto da personalità competenti quali ad esempio il professor Alberto Zangrillo, primario di anestesia e terapia intensiva dell’ospedale Vita-Salute San Raffaele di Milano. Quest’ultimo ha infatti ribadito che, stando agli indicatori, la malattia “è uniformemente scomparsa nel contesto nazionale“. Dello stesso avviso anche il virologo Massimo Clementi il quale, dopo aver appreso le intezioni del governo, si è lasciato andare ad uno sfogo sulla propria pagina Facebook.“Proroga dello stato di emergenza? Abbiamo capito bene? Io scenderò in piazza, lo dichiaro sin d’ora”, ha promesso, definendo la proroga come una “incredibile forzatura. Che va in parallelo con i toni terrificanti (totalmente ingiustificati) con cui Tv e grande stampa stanno descrivendo lo stato attuale dell’epidemia”.

Stiamo dando al mondo l’idea di essere ancora in pieno dramma, che tutti i sacrifici non sono serviti a niente. Mentre è vero il contrario: il Covid è stata un’emergenza ospedaliera, che oggi, lo dicono i numeri, è finita“, ha specificato anche l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino, come riportato da “Agi”. “Io lo dico da medico e non voglio fare politica, però anche la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre, se così sarà, mi pare francamente un po’ spinta”. Bassetti ha poi voluto riportare i numeri reali: da oltre 4.000 persone ricoverate in terapia intensiva, siamo passati a solo 60 pazienti in tutta Italia. “Si sottolineano solo i dati negativi, omettendo di sottolineare, ed è veramente tafazziano, che siamo stati i primi a contrastare l’onda e ci siamo riusciti bene”, ha aggiunto l’infettivologo del San Martino. “La cosa che sconcerta è che tutte le sere si continua a dare un bollettino di guerra, che viene rilanciato in apertura da tutte le testate. Io ho visto cosa fanno in Francia, in Spagna, in Germania… solo noi diamo tutta questa enfasi. Ora basta, altrimenti ne pagheremo le conseguenze per i prossimi 20 anni”.

Forti reazioni anche da parte del mondo della politica, in particolar modo del centrodestra“La libertà non si cancella per decreto”, ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini, come riportato da “Il Tempo”. “Sul fatto che si debba passare per il Parlamento non si deve neanche specificare: per troppo tempo è stato consentito che Giuseppe Conte si muovesse indipendentemente dalle prerogative parlamentari”, ha sbottato anche Giorgia Meloni, come riferito da “Il Messaggero”.

Un giudizio critico anche da parte di + Europa: “Le parole contano e il messaggio che in Italia lo stato d’emergenza potrà durare fino a dicembre non poteva essere dato in modo peggiore: con arrogante superficialità“, ha dichiarato il segretario Benedetto Della Vedova. “Se Conte ritiene di non essere in grado di gestire la situazione ormai conosciuta con le procedure ordinarie della democrazia, deve prima spiegarne bene le ragioni al Parlamento e al paese”.

Durissimo il commento di Roberto Calderoli (Lega). “Con l’emergenza Covid il Governo si è indebitamente appropriato di pieni poteri straordinari attribuibili, come previsto dall’articolo 78 della Costituzione, solo nello stato di guerra, stato che deve essere deliberato dalle Camere, quindi il Governo si è mosso fuori dal solco della carta costituzionale“, ha denunciato il vice presidente del Senato, come riportato da “Lapresse”. Secondo Calderoli i dpcm di Conte hanno inciso sui principi fondamentali, sui diritti presenti nella prima parte della Costituzione e sull’ordinamento della Repubblica. Le intenzioni, secondo il leghista, sono chiare: “Con questa scusa, volendo prolungare lo stato di emergenza, si vuole continuare su questa cattiva strada perché solo così Conte e la sua maggioranza sperano, o meglio si augurano, di tenere in vita un Governo in coma dépassé”.

FONTE: Il Giornale.it

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