Arrivati nel tardo pomeriggio di ieri i chiarimenti del CTS, il Comitato Tecnico Scientifico, che è intervenuto in soccorso dei Dirigenti Scolastici e ha risposto ad alcuni quesiti in un documento che ha poi trasmesso al Ministero dell’Istruzione.

Per girare tra i banchi e nel corridoio sara’ obbligatorio l’uso  delle mascherine.

Non sarà invece necessario calcolare un valore fisso di metri quadri per ciascuno studente.

Le superfici più usate come maniglie delle porte, sedie, banchi, dovranno essere disinfettate continuamente, anche se non ci sarà l’obbligo di chiamare ditte specializzate per la sanificazione prima dell’avvio dell’anno scolastico.

All’interno dell’aula resta imprescindibile la distanza di un metro lineare tra gli alunni e di due metri lineari tra il docente e l’alunno nella zona intorno alla cattedra.

Per questa  ragione  non viene indicato un valore in metri quadri dello spazio di occupazione dello studente, in quanto tale parametro adottato singolarmente, potrebbe non garantire il distanziamento minimo lineare essenziale.

Quanto alla distanza di un metro “da bocca a bocca”, i tecnici hanno sciolto i dubbi dei presidi, che si chiedevano se dovesse essere considerata solo in maniera “statica”, cioè quando i ragazzi stanno seduti, o anche in maniera “dinamica”, quando si muovono tra i corridoi.

La soluzione, per non togliere ulteriori spazi alle aule, è che gli studenti indossino la mascherina ogni volta che si alzano dal banco.

In caso di contagio di un alunno o docente la persona interessata dovrà essere immediatamente isolata e dotata di mascherina chirurgica, e si dovrà provvedere al ritorno, quanto prima possibile, al proprio domicilio, per poi seguire il percorso già previsto dalla norma vigente per la gestione di qualsiasi caso sospetto.

Per i bambini al di sotto dei 6 anni non c’è l’obbligo di indossare la mascherina, ma particolare attenzione dovrà essere fatta alla sanificazione degli ambienti e alla pulizia dei giocattoli e di ogni altro oggetto toccato dagli alunni.

Il Commissario straordinario per l’emergenza si occuperà della fornitura di mascherine chirurgiche alle scuole sia per il personale scolastico che per gli studenti oltre a occuparsi  dell’acquisizione di banchi monoposto secondo il fabbisogno stimato dal ministero dell’Istruzione.

Non sciolti i dubbi  per quel che riguarda la gestione dei lavoratori per i quali il ministero si era impegnato a dare indicazioni specifiche e non lo ha fatto. Argomento delicato vista l’età media avanzata dei docenti italiani e che merita risposte precise e dettagliate.

Inoltre i Dirigenti Scolastici chiedono anche di ridefinire urgentemente i limiti della loro responsabilità penale  in caso di contagio di un alunno o un lavoratore del proprio Istituto Scolastico.

Al netto di queste ultime due criticità si può tranquillamente affermare che per garantire l’apertura della scuola a settembre in presenza per tutti è stata adottata la solita soluzione all’italiana.

Non abbattimento numero alunni per classe con una seria distanza di sicurezza garantita, opzione che avrebbe ampliato di molto il numero delle classi con conseguente aumento di numero di docenti, personale ata e spazi da adibire ad aula.

Non un serio investimento economico che avrebbe pagato in qualità per il futuro  facendo scomparire le cosiddette classi pollaio, che oltre a essere rischiose nel periodo di convivenza col covid inficiano comunque la qualità della ricaduta didattica sugli alunni.

Perché, da un punto di vista di didattica e di sicurezza, un conto è fare lezione in una classe di 25/30 alunni. Altra cosa fare lezione in una classe di 15/20 alunni.

Ma riconosciamo che non c’era da aspettarsi una  soluzione diversa.

Siamo in Italia.

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