Maestro, oggi è partito anche Lei
per quel viaggio ignoto che,
pur angosciandoci,
rappresenta il senso delle nostre esistenze.

La Sua è stata la Musica.
Quella Assoluta.
Un peregrinare continuo tra generi diversi alla ricerca, nella sintesi tra il  classico e l’innovativo, della melodia.
La Melodia Perfetta.
Non ho brani particolari da scegliere per ricordare chi e cosa è stato Lei per me.
Tutti mi appartengono ed a tutti appartengo.
Come una freccia incandescente nella notte, le sue musiche struggenti hanno squarciato le assenze nei miei momenti peggiori.
E quando la felicità è stata debordante, come ad esempio nel giorno del mio matrimonio, le sue note hanno fatto da cassa di risonanza per amplificare la festa.
Nei momenti in cui mi sono perso il filo luminescente degli accordi mi segnava una via.
Non l’unica, sia chiaro.
Ma volare sulle sue note mi ha reso diverso, e direi decisamente migliore.
Per cui, anche in grado di saper trovare più scelte da agire.
Nelle sue splendide arie, dolorosamente meravigliose,
belle da fare male,
ho capito che sì,
si poteva fare,
di lasciarsi morire
e tornare a rinascere.
Come per gli Uomini Meravigliosi che ho avuto la fortuna di incontrare, non le perdonerò mai
l’averci resi meno mediocri
ma non umanamente perfetti nell’imperfezione umana.
Buon viaggio, Maestro.
Se telefonando,
come dice la canzone da lei arrangiata,
le potessi dire addio
io la chiamerei.
Ponzio Pelato.

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