Oggi, 6 Luglio, si ricorda S.Maria Goretti.

E’ il simbolo della purezza difesa al costo della vita dopo un tentativo di stupro. Morì a soli 12 anni. Fu beatificata nel 1947 e proclamata santa nel 1950 da papa Pio XII durante l’Anno Santo.

La famiglia Goretti, originaria di Corinaldo nelle Marche, era composta dai coniugi Luigi Goretti e Assunta Carlini, entrambi coltivatori diretti, e dai loro sette figli: Antonio (morto infante), Angelo, Maria, Mariano (detto Marino), Alessandro (detto Sandrino), Ersilia e Teresa.

La vita della giovane Maria, fino al suo omicidio, non fu diversa da quella dei figli di molti lavoratori agricoli che dovettero lasciare le proprie terre per cercare sostentamento altrove: analfabetismo, denutrizione, lavoro pesante fin dall’infanzia.

Nell’estate del 1902, il 5 luglio, con la scusa di farsi rammendare dei vestiti, Alessandro Serenelli attirò Maria in casa e tentò di violentarla. Di fronte alle grida e ai tentativi istintivi di difendersi, la ferì 14 volte con un punteruolo.

Al processo, confermando quanto detto ai carabinieri immediatamente dopo l’arresto, Serenelli confessò di aver preparato l’arma e di aver deciso di usarla qualora la bambina gli avesse opposto resistenza.

Confessò inoltre che la decisione di uccidere Maria era stata in parte motivata dal desiderio di fuggire dalla vita intollerabile nei campi, nella convinzione che la vita in carcere fosse preferibile.

È possibile che il giovane Alessandro, proveniente da una famiglia in cui numerosi membri avevano dato segni di squilibrio mentale e figlio di un padre alcolista, abbia ferito mortalmente la sfortunata vittima una volta resosi conto di non riuscire a mettere in atto lo stupro.

Maria, ancora cosciente, venne trasportata all’ospedale Orsenigo di Nettuno; la morte sopravvenne il giorno successivo per una setticemia conseguente a un intervento chirurgico. Le esequie vennero celebrate l’8 luglio nella cappella dell’ospedale e il corpo della bambina sepolto nel cimitero comunale.

Alessandro Serenelli fu condannato a 30 anni di reclusione.

Si pentì e si convertì solo dopo aver sognato Maria che gli diceva avrebbe raggiunto il Paradiso.

Quando fu scarcerato dopo 27 anni, chiese perdono alla madre della ragazza.

Violenza di ieri e violenze oggi: tante, troppe donne, ne sono ancora vittime.

di Anna Maria Stefanini

 

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