È la più grande e complessa operazione del genere degli ultimi anni: sono al lavoro oltre 200 investigatori, con il supporto dell’agenzia canadese. Messi in atto veri e propri pedinamenti virtuali per risalire ai nomi dei frequentatori delle chat, protetti dall’anonimato.

Immagini “raccapriccianti” di abusi su minori, vere e proprie pratiche di sadismo dove le vittime erano anche neonati. Una maxi rete di pedopornografia in Italia è stata individuata dalla Polizia Postale: sotto il coordinamento della Procura di Torino sono state già eseguiti 3 arresti e 50 perquisizioni, e le operazioni sono ancora in corso in 15 regioni.

L’operazione ‘50 community‘ la più grande e complessa degli ultimi anni: sono al lavoro oltre 200 investigatori del Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online e della Polizia Postale. Un’indagine internazionale, svolta anche con la collaborazione del National Child Exploitation Coordination Center del Canada. Gli inquirenti hanno messo in atto attraverso veri e propri “pedinamenti virtuali”, per dare un nome e un volto ai nickname delle chat, oltrepassando i sistemi che permettono di rendere anonimi gli utenti. Tre persone sono state arrestate per detenzione, diffusione e produzione di materiale pedopornografico. Sequestrata un’enorme quantità di file che ritraggono bambini e bambine vittime di abusi, a volte addirittura neonati. In alcune immagini venivano coinvolti animali e adottate pratiche di sadismo, cosa che ha permesso, grazie a un protocollo di categorizzazione del materiale illegale condiviso a livello internazionale, di creare una vera e propria profilazione degli utenti.

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