Francesco Nagni scultore viterbese.7.2.1897-11.7.1977

Quanti di noi passando da Piazza del Sacrario, ricordano chi ha realizzato la bellissima e dolce statua di bronzo, raffigurante la Madonna, che con le mani alzate benedice la nostra città, dall’alto di una stele di peperino? Sicuramente pochi.

Ebbene, questa bellissima scultura è di Francesco Nagni, che la regalò a Viterbo, sua città natale.

La statua fu voluta dal vescovo Adelchi Albanesi per l’anno mariano del 1954, ed è posta in un giardino davanti al palazzo delle Poste in Via Ascenzi.

Il nostro concittadino Francesco Nagni, è stato uno dei più celebri scultori del novecento e le sue opere sono presenti a Roma e nel mondo: in Campidoglio, al Vittoriano, alla Galleria di Arte Moderna, nella cattedrale di San Paolo in Brasile, a Portorico, nel Canada.

A Viterbo possiamo vantare, purtroppo, solo poche opere preziosissime, tra cui la “Dormitio Mariae Virginis” o Madonna trasportata dagli Angeli, ideata per la prima volta per una chiesa di Amatrice, riprodotta poi, con varianti assai suggestive, definita “…canto dolce di vita e di morte…”.

Una copia il Nagni l’ha modellata per la tomba dei suoi familiari. Questa opera la possiamo vedere presso il cimitero di San Lazzaro, a Viterbo.

Chi era Francesco Nagni?

Nagni è un viterbese autentico, nato nel cuore della città, nel quartiere medioevale di S. Pellegrino, precisamente in Via Borgolungo, il 7 febbraio del 1897. Era l’unico maschio, ed aveva quattro sorelle che lo adoravano. La mamma era una nobile apparentata con il papa Pacelli, nata a Onano. Il padre era imprenditore edile. Nagni è morto a Viterbo l’11 luglio 1977, ad ottanta anni di età.

E inutile dire, che appartiene a quell’ultima generazione di viterbesi, che sono il vanto della nostra città. Sui banchi dello stesso liceo, insieme a lui, sedettero scrittori come Bonaventura Tecchi e Filippo Petroselli, giornalisti come Orio Vergani, diplomatici come Nazareno Rovidotti.

Affermatosi scultore valente, come sempre accade, Nagni fu più conosciuto all’estero che da noi. Ebbe la stima e l’ammirazione di pontefici, come Pio XII, Giovanni XXIII,Paolo VI, che gli commissionarono importanti lavori. Per ordine di quest’ultimo, una sua statua di Pio XI, sostituì un’altra del Canonica nella basilica di San Pietro.

Preferì nella sua arte trattare soggetti religiosi.

E’ forse l’unico maestro che potremmo dire abbia scolpito i fatti più importanti  della Bibbia, che è stata la fonte di tutta la sua aspirazione artistica. Nagni ha fatto dell’arte la sua vita. Rimane difficile indicare quali sono i suoi capolavori. Le sue Madonne sono meravigliose, così alte e snelle, di una eleganza gracile e robusta insieme, ricordano tanto certe figure nei dipinti delle tombe etrusche.

Basta rimirare la Madonna dell’Assunta a Piazza del Sacrario.

Perché le sue Madonne sono tutte giovanissime -fu chiesto una volta a Nagni- Ma perché la Madonna non può che essere giovanissima. La Madonna è la fanciullezza, la giovinezza, l’innocenza, la verginità, la freschezza dell’umanità- rispose l’artista.

Gli ultimi anni li ha trascorsi nella sua abitazione in Via Genova, dove, forse, tutto ancora parla di lui.

Rosanna De Marchi

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