E’ in arrivo un prelievo forzoso sui nostri conti correnti? Sempre più risparmiatori, coscienti dell’indebitamento crescente dello Stato Italiano si chiedono se alla fine il fisco o chi per lui arriverà a mettere le mani sui sudati risparmi personali.

Come è notorio, ma non bisogna neanche abboccare completamente al gancio populista che non sia più o meno la stessa musica per tutti gli altri cittadini dell’unione europea, la cultura finanziaria media del popolo italiano è molto, molto bassa e quindi il risparmiatore, preso atto dello sproporzionato debito pubblico accumulato nel passato (pre-covid pari a circa 2.350 miliardi di euro) e cosciente della spesa alla quale la Nazione va incontro per il lockdown dovuto al covid-19 (forse altri 300-400 miliardi di euro), sta letteralmente andando nel panico, terrorizzato dal fatto che prima o poi per pagare i debiti dello Stato qualcuno pensi di mettere le rampe nel famigerato gruzzolo personale.

Siccome questa idea sta dilagando, tanto che spesso anche qualche politico viene interpellato in merito, tra le domande che i risparmiatori rivolgono ai propri consulenti finanziari, quella sulla patrimoniale, è tra le più gettonate.

Allora per derimere ogni dubbio ti voglio informare, caro risparmiatore, che la patrimoniale sui risparmi lo Stato Italiano non ha bisogno di introdurla perché di fatto già esiste, anche se tu non lo sai ed anche se quasi sicuramente da diversi anni già la paghi senza battere ciglio.

Con l’entrata in vigore il 17 luglio 2011 della Legge 111, pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 15 luglio 2011, (governo Berlusconi) sono radicalmente cambiati i criteri di applicazione e l’entità dell’imposta di bollo sui depositi titoli, che in precedenza ammontava a 34,20 euro annui fissi, indipendentemente dal controvalore complessivo dei titoli presenti nel dossier. Una volta caduto il governo Berlusconi, il governo Monti  con il decreto Salva-Italia ha modificato ulteriormente i criteri dell’applicazione dell’imposta di bollo e con il decreto legge 201 del 6 dicembre 2011 ha approvato in via definitiva (con la legge 214 del 22 dicembre 2011 con decorrenza dal 1 gennaio 2012) la norma tanto che da quel momento così si è evoluta l’imposta di bollo sui depositi titoli:

1 per mille dal 2012

1,5 per mille dal 2013

2 per mille nel 2014

Come avrai notato pur se le leggi citate non parlano mai di patrimoniale ma di imposta di bollo alla fine, giocando sulla generale ignoranza e sull’uso improprio delle parole, che invece hanno un senso compiuto ed un preciso significato, qualche ben pensante ha introdotto la patrimoniale semplicemente chiamandola imposta di bollo sui depositi titoli.

Ricordo che la definizione di imposta di bollo è stata assimilata ed ha consolidato la sua natura ed il suo significato sin dal 21 aprile 1862 essendo equiparata nei fatti e per oltre un secolo alla ‘marca da bollo’ tuttora di uso corrente nella produzione ed esibizione di determinati documenti. Ad un certo punto qualche illuminato ha avuto la brillante idea di renderla in percentuale, stravolgendone completamente il ruolo e di conseguenza anche la valenza economica.

Ora dal momento che il popolo italiano è forse il più risparmioso del mondo e dal momento che il risparmiatore per definizione tende a far rendere in qualche modo i propri risparmi non c’era modo migliore che mettere mano ai risparmi privati erodendoli con una mini-patrimoniale ma attenzione, il concetto è passato ed il muro è stato travalicato e se domani diventasse il 3 per mille nessuno se ne meraviglierebbe oltre modo ed intanto, come si dice in gergo, la carota è entrata nel di dietro dell’ortolano un altro pezzetto.

Sono sicuro a questo punto che qualche scaltro risparmiatore italiano penserà immediatamente: ‘va beh, ma allora io lascio tutti i miei soldini sul conto corrente o sul libretto e così continuerò a pagare solamente i 34,20 euro di imposta annuale e questa è una vera imposta di bollo in quanto è fissa per qualsiasi importo’.

Ma anche a questo però qualcuno ci ha già pensato non solo a livello nazionale ma addirittura a livello globale. Siamo in un periodo molto lungo di tassi a breve bassissimi ed in Italia addirittura negativi ovvero le consistenze dei conti correnti e dei libretti non vengono più remunerate rendendo praticamente zero.

E magari fosse solo così!

Nei fatti l’inflazione reale, come ben sa la massaia, essendo diversa dall’inflazione finanziaria erode comunque i nostri risparmi apparentemente fermi sui conti correnti o sui libretti: li erode con il crescere delle bollette, delle imposte indirette, dei farmaci e dei prezzi di alcuni generi necessari scientemente non inseriti nel paniere ISTAT e per di più le banche e le poste, per continuare a guadagnare e sopravvivere hanno aumentato e stanno continuamente incrementando spese e commissioni.

Per avere solo una modesta percezione della situazione reale ti basta guardare quante sono le imposte su una bolletta rispetto al reale consumo. Pensa che riescono a farti pagare l’IVA anche sulle tasse!

E poi: il costo di una carta bancomat negli ultimi 3 anni è aumentato mediamente del 80%, il costo mensile di un conto corrente del 20%, il costo di un canone mensile di un conto aziendale on line del 50%, il costo di un bonifico dal 30% al 60%, il costo dell’addebito di una bolletta di un operatore principale dal 40% al 100% e mi fermo qui. Ed a poco valgono i conti package a canone fisso tutto compreso dal momento che appena sgarri e ti permetti di fare una operazione non inclusa e fuori pacchetto ad applicarti 2, 3, o 5 euro per una sola operazione è un attimo. Si sa le banche per essere solide e patrimonializzate devono macinare utili e dove, se non dai loro clienti, possono attingere risorse per sopravvivere e remunerare i loro azionisti?

E ti prego non avvicinarti a quelle ‘banchette’ che pare ti facciano risparmiare qualcosa, lì rischi veramente grosso. Ricorda, se le banche sono poco patrimonializzate alla pari di un privato sono povere e quindi a rischio ed in primis chi rischia sono i risparmiatori che ci hanno messo dentro i soldi!

Quindi caro risparmiatore italiano, non rompere le palle e paga sta cacchio di patrimoniale!

Mi sento però per una volta di darti un semplice consiglio: perché invece di preoccuparti del tuo misero orticello ed essere in ansia per una semplice patrimoniale che per altro probabilmente già paghi profumatamente non ti preoccupi di dove vanno a finire e di come lo Stato spende i tuoi soldi?

Sarebbe tutto molto più semplice: io i miei soldi te li do, mal volentieri ma te li do, tranquillo non ho problemi, ma se poi li spendi male, li butti in progetti sconsiderati ed in opere abbandonate o peggio li rubi non sarà sufficiente solo non eleggerti più ma ti farò fare due chiacchiere con il gattino venuto dall’Africa!

Famo a capisse!

Ad Majora!

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