Inizia alle 10,00 del mattino la manifestazione dei dipendenti AST, con la deposizione di 17 casci blu a terra, ai piedi di palazzo Spada, sede del Comune di Terni, e simboleggiare così i 17 interinali che l’azienda ternana non rinnoverà alla fine del mese.

Successivamente, una delegazione delle RSU di AST – seguite dai segretari provinciali di FIOM-CGIL, FIM-CISL, UILM-UIL, FISMIC-CONFSAL, UGLM-UGL, USB – è stata accolta dal Vice Sindaco Andrea Giuli e dall’Assessore allo Sviluppo Economico Stefano Fatale per mettere in evidenza il non rinnovo di 17 somministrati su 25 annunciati dal Direttore delle Risorse Umane di AST, mettendo in evidenza le possibili difficoltà e le preoccupazioni che come Organizzazione Sindacali temono da quando è stata annunciata dalla multinazionale tedesca thyssenkrupp la vendita di Acciai Speciali Terni.

Per i sindacati, il mancato rinnovo dei contratti di 17 somministrati, che a tutti gli effetti sono parte integrante dell’organico tecnologico perché parte integrante dell’impiantistica, può costituire un primo segnale di disimpegno nell’ambito della vendita.

Ma i sindacati hanno guardato oltre: è stata evidenziato il problema della commercializzazione dello stabilimento ternano, commercializzazione strettamente legata alla multinazionale con la Divisione Materials e non controllata direttamente da AST, e che sta creando notevoli difficoltà nei volumi di produzione. Attualmente il sito subisce pesanti riduzioni di volumi di produzione, tanto che avrà una lunga fermata estiva e per settembre, al momento, non sembra vedere segnali di miglioramento.

Sarà un settembre caldo, mese che vedrà la chiusura dell’anno fiscale con una previsione di un saldo negativo pesante assieme alla sua vendita: thyssenkrupp ha annunciato la non strategicità del sito e la sua messa in vendita, che sarà avviata, se non ci saranno ulteriori sviluppi, nel mese di ottobre prossimo.

E’ di qualche giorno fa la visita del gruppo Marcegaglia, nelle persone di Emma e Antonio Marcegaglia a rappresentarne la proprietà, che ha incontrato istituzioni e organizzazioni sindacali presentandosi e manifestando, anche per iscritto, l’interesse di acquisto, anche con un eventuale partenariato dell’acciaieria.

Marcegaglia, noto e importante gruppo industriale italiano oltre che importante cliente di AST, ha un evidente interesse, proprio perché già cliente, di garantirsi, strategicamente, la produzione di acciaio inossidabile di alta qualità di Terni. Più volte, in passato, ha infatti mostrato attenzione nei confronti dello stabilimento. La sua possibile acquisizione se non altro farebbe sì che lo stabilimento ritorni italiano. La gestione tedesca, in oltre 25 anni, ha privato AST di produzioni strategiche a livello industriale e geopolitico, quali il Magnetico e il Titanio. Ormai sarebbe più opportuno parlare di comuni acciai inossidabili anziché Acciai Speciali; per non dire poi del suo pacchetto clienti, a sua volta impoverito dalla spoliazione della controllante (ed ex concorrente) tedesca.

Quello che sarà del futuro del sito lo vedremo più avanti, quando le “carte” cominceranno a scoprirsi e usciranno fuori i possibili acquirenti, ammesso che ce ne siano più di uno.

Tutti d’accordo, a parole, sui livelli occupazionali che devono rimanere inalterati, sul mantenimento del sito integrato e quindi di tutti gli asset così come sono, sul mantenimento della vocazione internazionale del sito.

Preoccupano, per i più attenti, i tempi di azione nelle decisioni delle aziende rispetto ai tempi della politica in senso non solo strettamente partitico: i primi terribilmente veloci visto il mercato industriale messo a dura prova da un susseguirsi di crisi sistemiche negli ultimi lustri; i secondi terribilmente lenti e timorosi di fattori a volte concomitanti e altre concettualmente lontani. È su questa grande differenza di azione che una grande azienda come AST con più di 135 anni di storia industriale può passare dai mercanti internazionali ai mercanti in fiera, e questo sarebbe un grosso, ma grosso problema.

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