di WANDA CHERUBINI –

VITERBO – E’ stata approvata questa mattina nel corso della II e IV commissione congiunta con 13 voti favorevoli e 5 astenuti (Ricci, Delle Monache, Erbetti, Antoniozzi, Notaristefano) la delibera sullo studio del progetto per il rilancio delle ex Terme Inps redatto da Federterme.

L’assessore comunale al Termalismo, Enrico Maria Contardo ha ricordato ad inizio seduta tutto l’iter che ha visto coinvolte le ex terme Inps, partendo dall’ultimo incontro avuto a settembre nel 2019 con Federterme che presentò lo studio di fattibilità.

Ha poi ripercorso l’iter che ha portato al progetto che indicava la realizzazione di un hotel a 5 stelle. “Non arrivammo ad una quotazione- ha ammesso Contardo – in quanto non sapevamo che dovevano presentare una nuova delibera rispetto a quella vecchia del 2001, che prevedeva la realizzazione di un Hotel a 3 stelle per il turismo sanitario. La delibera era pronta a marzo di quest’anno, ma poi c’è stato il blocco per il Coronavirus e ci troviamo oggi per esaminare ed approvare questa delibera, che sarà poi portata in consiglio comunale per poi inviarla alla Regione per la presa d’atto”.

L’assessore Contardo ha, quindi, letto la delibera per l’esame e l’approvazione dello studio di fattibilità del piano di rilancio delle stabilimento ex Terme Inps, ripercorrendo tutto l’iter burocratico, dal 13 febbraio del 2001 quando fu approvato dalla Regione Lazio il piano per il rilancio dello stabilimento termale, il trasferimento del 50% del diritto di proprietà al Comune di Viterbo (articolo 540 comma 3 bis del regolamento regionale 1/2002) e la legge regionale dell’11 agosto del 2008 che dispose la costituzione di una società a capitale pubblico in parti uguali tra Regione e Comune del progetto delle terme ex Inps di Viterbo.

Inoltre, Contardo ha citato la delibera del 15 maggio del 2009 per il trasferimento del 50% della proprietà al Comune di Viterbo e con atto pubblico del 27 giugno del 2012 a rogito del notaio Mottura di Viterbo la concessione da parte della Regione al Comune di Viterbo della quota di 1/2 del compendio immobiliare dello stabilimento termale. Con determinazione 5529 del 30/11/2018 ci fu l’aggiudicazione definitiva dell’incarico alla società Ati Federterme servizi srl come offerta più vantaggiosa.

Con protocollo 79967 del 2/9/2019 la società ha consegnato uno studio di fattibilità per un hotel a 5 stelle, servizi welness con beauty farm, area fitness interna ed esterna, hot whirpool esterna, sauna ad infrarossi, capanna sudativa, area relax, area termale light per bambini, parco termale esterno, sala convegno, diagnostica poliambulatoriale e riabilitazione termale e post operatoria, servizi di medicina estetica, servizi generali con parcheggi, punto informativo turistico, punto informativo termale, baby sitting, accoglienza animali domestici, area commerciale, formazione professionale di eccellenza, parco termale all’aperto a tema archeologico con le sorgenti idrotermali e le limitrofe aree agricole di proprietà pubblica, il restauro ambientale delle zone esterne al parco.

La capogruppo in consiglio comunale del Pd, Luisa Ciambella ha detto: ” Asserire che non vi eravate resi conto che la delibera del 2001 dovevate cambiarla ci lascia un po’ interdetti. Apprezziamo la sincerità dell’assessore Contardo, ma ci aspettavamo altro. Chiedo poi un parere su un dubbio che mi è sorto: “Questo piano termale tiene conto del fatto che buona parte dello stabilimento deve essere destinato per un centro di alta specializzazione di riabilitazione termale? Questo deriva da una volontà normativa che deve essere il faro di questo sviluppo termale”.

La parola è poi passata al consigliere comunale Alvaro Ricci del Pd: “Prendo atti di quello che ha detto l’assessore di essersi sbagliati sulla delibera, ma quando ci sono gli interventi dell’opposizione questi dovrebbero essere ascoltati. Sulla questione delle ex Terme Inps ci ho lavorato anche come staff dell’assessore Scalia per la formazione della società paritaria, quindi, parlo con cognizione di causa. Abbiamo perso un anno e 5 mesi perché questo piano di rilancio era pronto a febbraio del 2019 e siamo a giugno 2020. Le dò atto assessore che chiedere scusa per questo le fa onore”. Ricci ha poi ricostruito le attività svolte dalla precedente amministrazione comunale e dalla Regione Lazio a partire dalla delibera 112 del 2016 che doveva rilanciare il termalismo della città con la piena riorganizzazione della acque e la loro razionalizzazione che ha consentito alle ex terme Inps di avere l’acqua e la legge che ha tolto di mezzo la società pubblico- privata per il rilancio delle terme. Ricci ha ricordato che la Regione ha messo 20 mila euro per il rilancio termale e come il bando sia stato pubblicato dalla precedente amministrazione. “Ancora non abbiamo visto niente dall’amministrazione attuale, anzi ci avete messo del vostro ritardando un anno e mezzo le procedure su una cosa evidentissima – ha ribadito il consigliere comunale del Pd- Abbiamo necessità di studiare queste carte, visto che è un momento topico, che sta arrivando a conclusione, almeno nella fase normativa. Dobbiamo arrivare a un voto unanime su questo. Cerchiamo di andare avanti per il meglio senza scorciatoie che spesso allungano anziché accorciare i tempi”.

La parola è, quindi, andata al dirigente Eugenio Monaco, che ha risposto alla consigliera Ciambella: “Ormai è palese che la multifunzionalità sia la chiave di lettura per portare avanti programmi complessi. La monotematicità non viene premiata. Viene nel piano garantita la reale vocazione delle terme che non è solo turistica, ma sanitaria. Qui si parla di uno studio di fattibilità per dare all’amministrazione comunale la possibilità di comprendere il passo da formalizzare per riuscire a integrare un percorso fatto di più connotazioni, appunto la multifunzionalità. Non ho trovato la situazione delle acque indicate da Ricci. Siamo sui 6 litri al secondo. Se studi sono stati fatti prima, non abbiamo trovato nulla tranne lo studio Piscopo. Anche sui dati che ci ha chiesto Federterme abbiamo dovuto spendere qualche mese in sopralluoghi, che ci hanno permesso poi di salvare i quadri e gli arazzi presenti nelle ex terme Inps. Se c’è uno studio acquifero che ci possa aiutare ci dica consigliere Ricci dove sta perché siamo andati noi a fare il sopralluogo vero e proprio. Ci sono- ha precisato Monaco – due ipotesi per lo studio di fattibilità con 8-9 milioni di euro di differenza. La variazione sta sull’ospitalità, sul numero dei posti letto. Ci dobbiamo sbrigare per fare i concorsi. Non è arrivata alcuna proposta di project financing”.

E’ poi intervenuto il consigliere comunale Alfonso Antoniozzi che ha chiesto se sia possibile prendere in considerazione che la cittadinanza possa accedere con una qualche forma di agevolazione alle ex terme Inps.

Il consigliere Ricci ha risposto a Monaco, ribadendo come il suo non sia stato un intervento politico, ma tecnico e come lo studio Piscopo sia stato commissionato dalla Regione Lazio all’università della Tuscia e da quello studio poi l’amministrazione comunale ha razionalizzato le acque alle terme dei Papi. “Tutto viene da quell’indirizzo voluto dalla Regione e commissionato all’università – ha rimarcato Ricci – Dire che la Regione non ha fatto niente ed avete fatto tutto voi, quindi, è fuori luogo. Lo stesso bando Federterme è partito dalla precedente amministrazione e finanziato dalla Regione Lazio. C’è stato un lavoro lungo e complesso”.

Si è passati, quindi, alla votazione della delibera con i cinque astenuti che hanno precisato come le loro riserve siano dovute alla volontà di approfondire l’argomento in consiglio comunale.

Fonte Tuscia Times (https://www.tusciatimes.eu/ex-terme-inps-approvata-la-delibera-in-commissione/)

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