Mai come oggi siamo in presenza della rovina della democrazia da parte dei cosiddetti capi di stato che hanno un potere illimitato ma senza saperlo usare se non per il tratteggio dei loro miseri e sfarzosi bisogni da poveri essere umani all’arrembaggio del privato losco interesse.Qualsiasi dittatura predica il bene del popolo, manda in prima fila l’oratore che se la cava meglio con le parole, esce dalle sedi istituzionali scivolando nei lussi e nei lustri delle cornici come a prendere le sembianze della gazza beccante sui vetri che la riflettono.

La moderna dittatura di pensiero ha bisogno di quell’oligarchia ben nota a corollario degli affari finanziari indecenti e spregiudicati che si intersecano col nessun valore morale e politico di chi impasta protetto da una magistratura asservita e con la stampa ridotta su binari paralleli.

Oratoria, retorica e bypass sulle carte costituzionali che non sono più la garanzia del diritto e del dovere ma la cinghia dove legare l’antico basto.

Democratura, un bel sistema dove, pur tenendo libere elezioni, i cittadini sono esclusi e tagliati completamente fuori da tutto quello che abbia a che fare col potere e con la libertà, questa volta meno cara e per la quale nessuno rifiuta più la vita.

Una pseudo-democrazia nella quale il rappresentante ritenuto più forte si fa scudo col suo essere d’esempio e dà in pasto ai media l’idea di un “suo” popolo migliore, reattivo, capace, rispettoso della legalità (quella finta), che appare spesso (molto più di Mao per esempio), che sostiene sempre la teoria della necessità per il bene comune attraverso un martellamento comunicativo continuo che serve a giustificare la presa di posizione su un argomento o una decisione da far obbligatoriamente passare, per denaro o per ideologia.

Una democrazia mascherata che svende al mercatino dell’usato la dignità e la coscienza, le fa calpestare dai tacchi delle due signore rosa finanza che farebbero paura anche a Dracula e che rappresentano a pieno le parole dell’ex “hic” con la lombosciatalgia: “Proponiamo cose che nessuno capisce, alle quali nessuno si ribella e dalle quali non si potrà mai tornare indietro” – esempi ce ne sono – l’età della pensione, l’IMU sulla casa, la riforma della scuola, il pagamento col bancomat o con la carta, la limitazione al contante, insomma, diritti e conquiste scardinati da gente come Monti, Renzi, Letta, Gentiloni, Conte, il tutto mascherato da propaganda progressista.

Iconoclastia, sfregi ai capolavori, film e testi che non si confanno alla realtà dell’uso del potere.

Conte rappresenta la suggestione del potere personale e Palamara l’indebolimento di tutte le istituzioni, la democrazia è sfinita, auto degradata da collegi blindati, liste bloccate, tutti elementi che già da anni dichiarano e rappresentano sostanzialmente l’anti democraticità.

L’abbattimento della cultura è stato e rimane il fondamento del libero arbitrio altrui, anche di quello più reietto, nonsensi spacciati per verità e accozzaglie di false friends ad hoc.

Da fuori le vetrate di Villa Doria Pamphilj il mondo ride dell’Italia Pirandelliana…Il fu Mattia Pascal.

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