Cardinal Francesco Ragonesi  Bagnaia 1850… Poggio Caiano 1931 Oggi desidero ricordare un personaggio illustre della storia di Viterbo: il Cardinal Ragonesi.

Egli nacque a Bagnaia , un piccolo borgo adagiato ai piedi dei monti Cimini, ricco di storia, di arte, di fresche sorgenti d’acqua circondata di bellezze naturali, che fanno da cornici alla sua splendida Villa Lante, per cui va famosa nel mondo,e ha dato alla chiesa tante belle figure sacerdotali.

Francesco Ragonesi nasce a Bagnaia nel 1850, segue i suoi studi prima nel Seminario di Viterbo, poi a Roma nel Seminario Pio, dove fu ordinato sacerdote nel 1874.

Fu insegnante nel Seminario di Viterbo, teologo, arcidiacono e vicario generale di tre vescovi. Pio X nel 1904 lo nominò Delegato Apostolico in Columbia.

Nel 1913 passò alla Nunziata di Madrid, e Benedetto XV, lo creò cardinale e Prefetto del Tribunale della Signatura Apostolica. Per le sue eccelse doti di mente e di cuore, la profonda cultura, la competenza giuridica, l’abilità diplomatica e l’oratoria suadente percorse la carriera ecclesiastica fino ai sommi gradi.

Fu contemporaneo del Card. La Fontaine.

Dei due, forse, i  viterbesi ricordano maggiormente la Fontaine, perché è sempre rimasto in Italia, mentre il nostro, svolse la sua attività apostolica all’estero.

Il Card. Ragonesi potremmo definirlo un profeta dei nostri giorni.

Già al suo tempo intuì le profonde trasformazioni sociali, che travagliavano la società di allora, auspicando che, la Chiesa con la sua dottrina e con le sue opere fosse all’altezza delle nuove esigenze che, venivano reclamando il mondo il mondo operaio, i poveri, gli emarginati.

Si adoperò per  costruire asili per bambini, ricoveri per anziani, fondò scuole e corsi di formazione professionali per i giovani, istituì biblioteche anche circolanti, sollecitò centri di disintossicazione  per alcolizzati e drogati.

I Colombia face costruire case igieniche per operai, ospedali e scuole per la cura e l’istruzione dei poveri e degli analfabeti.

Nel grande ospedale di S. Josè di Bogotà, esiste ancora oggi un padiglione da lui fatto costruire: Il Pabellon Ragonesi, testimonianza della sua carità, e del suo impegno amoroso per i poveri.

Nel 1930, per le sue benemerenze, mentre era Nunzio a Caracas, ricevette la decorazione dell’Ordine di Carlo III, altra insigne onorificenza.

La nostra città deve molto al Cardinale. Una delle più importanti scuole cattoliche porta ancora il suon nome: il Collegio Vescovile, che allora era in Via della Pace, dove poi si trasferirà la caserma dei carabinieri.

I religiosi, essendo tutti professori, non si limitarono alla sola assistenza ai giovani, e così iniziarono la costruzione di un Istituto, in una delle più belle zone della città, allora periferica.

Le spese superarono di gran lunga il previsto. Intervenne allora il Card. Ragonesi, quando venne a Viterbo nel 1924, come rappresentante di Pio XI, per il Congresso Eucaristico dell’Alto Lazio.

Offrì la grossa somma di mezzo milione di lire, per la costruzione e il compimento della bella Cappella, dove ancora oggi riposa.

A Bagnaia fece costruire il primo asilo per i bambini. A Viterbo una scuola elementare affidata alle suore del Buon Pastore.

E’ giusto che i viterbesi ricordino questo grande personaggio, che tanto si prodigò per la nostra città. Tra le tante cose si adoperò al restauro della facciata del Palazzo Papale, e della Loggetta; si interessò affinché si attuasse la linea ferroviaria che collega Attigliano Viterbo.

Morì a Poggio Caiano, vicino Firenze il 14 settembre 1931, terminando una vita intensa ad un unico fine: “ quello di fare del bene ”.

Rosanna De Marchi

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