E anche quest’anno, anno che il mondo della scuola ricorderà per la didattica a distanza, o didattica improvvisata dovuta alla emergenza covid-19, la fatidica notte prima degli esami è arrivata.

Con molta ipocrisia e toni e frasi pompose e velatamente ipocrite, politici locali, regionali e nazionali hanno fatto a gara per salutare in tv o sulle pagine dei giornali l’evento come un segno del ritorno alla normalità del mondo della scuola.

Bastano due semplici considerazioni per evidenziare la effettiva realtà dell’argomento.

Questa notte prima degli esami è una notte diversa rispetto a quella degli altri anni.

Cosi come diverso è questo esame di Stato, che consiste in un colloquio orale di 40 minuti.

Esame che presenta contraddizioni e più di una forzatura.

Ricordiamo che per preservare la salute dei partecipanti e contenere la diffusione del covid-19, in osservanza delle linee guida redatte dal Comitato degli Esperti, nel nostro Paese tutti gli esami “in presenza” sono sospesi.

Sostituiti da esami online, a distanza.

Questo vale per gli esami di Stato della scuola media inferiore.

Vale per tutti gli esami e corsi universitari.

Vale per tutti gli esami per conseguire l’abilitazione per l’esercizio degli ordini professionali.

Tutti rigorosamente, esclusivamente a distanza.

L’emergenza sanitaria e il rischio contagio vengono a scomparire magicamente per l’esame di Stato dei maturandi della Scuola Superiore.

Parliamo di mezzo milione di alunni e di circa centomila membri del personale della scuola (maggioranza dei quali over 55) tra commissari esaminatori e personale ATA.

Il ministro ha detto che si può stare tranquilli perché ciascun componente della commissione convocato e ciascuno degli studenti partecipanti produrrà una autocertificazione, redatta e firmata di proprio pugno, attestante che non si è portatori asintomatici di covid-19, che non si è stati frequentatori negli ultimi tempi di contagiati, che non si hanno avuto problemi respiratori o una temperatura corporea che abbia superato i 37,5 gradi negli ultimi giorni, che non si è stati in quarantena nei 14 giorni precedenti l’esame.

Il ministro tralascia il non piccolo particolare che in Italia tutto si può autodichiarare tranne il proprio stato di salute.

Prerogativa questa esclusivamente delegata a medici o personale sanitario abilitato.

Terrorizzati dal rischio contagio buona parte dei commissari designati per l’esame, come tradizionale consuetudine del nostro amato Paese, si è “dato malato”. E per poter consentire lo svolgimento dell’esame, in fretta e furia, sono stati richiamati a flotte docenti da anni in pensione.

Aumentando il rischio contagio.

Perché è risaputo che maggiore è l’eta anagrafica delle persone, maggiore è il rischio contagio.

Nel sostenere l’esame tutti i partecipanti all’interno degli edifici scolastici dovranno mantenere una distanza di almeno due metri l’uno dall’altro: i commissari dovranno indossare sempre la mascherina, i maturandi ugualmente. Potranno abbassarla esclusivamente durante il colloquio orale, unica prova dell’esame, rimanendo comunque a due metri di distanza dai commissari.

Al fine di evitare ogni possibilità di assembramento, il candidato dovrà presentarsi a scuola 15 minuti prima dell’orario di convocazione previsto e dovrà lasciare l’edificio scolastico immediatamente al termine del colloquio orale.

Il candidato potrà essere accompagnato da un solo familiare.

Insomma è chiaro a tutti che questa notte prima degli esami non sarà la solita notte di sogni, di coppe e di campioni, non sarà la notte di lacrime e preghiere, parafrasando una famosa canzone in tema di un noto nostrano cantautore.

Sarà la notte che precede un esame pieno di storture, ipocrisie e contraddizioni, di un esame voluto “in presenza” più per salvaguardare l’immagine dei soliti politicanti della scuola che le effettive necessità degli studenti prossimi maturandi.

Un esame voluto più che altro “in presenza” per sperimentare, per testare sul campo la situazione in vista dell’apertura del prossimo anno scolastico, tra tre mesi.

Più che una notte prima degli esami, possiamo parlare di una notte prima delle”cavie”.

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