Mentre il Paese è alla fame, le aziende non riescono a ripartire e molti lavoratori devono ancora ricevere un sostentamento degno di questo nome, nel Palazzo continuano i giochini di potere, i tranelli politici, le trame degli interessi singoli, di partiti e di correnti.

Conte, lo sappiamo, è impegnato nella passerella dei cosiddetti “Stati Generali”, tra videoconferenze con il gotha europeo e strette di mani virtuali con Berlino e Bruxelles che condanneranno l’Italia al Mes e alla Troika. Il Pd e il Movimento 5 Stelle di governo, dal canto loro, cercano di blindarsi le poltrone. Due temi, più di tutti, sono ora al centro di una accesa discussione politica: il Mes, appunto, e Autostrade. E qui viene fuori il bello. Cosa sta succedendo?

Conte sbandiera ai quattro venti una presunta vittoria per aver ottenuto il “Recovery fund”, una cosa di cui si sa ancora poco e quel che si sa preoccupa: altre condizioni, altri ricatti, altri cappi al collo dell’Italia e delle generazioni future. Il tutto per cosa? Per dei fantamiliardi che non si sa quando arriveranno, mentre la gente ha bisogno dei soldi qui e ora. E di soldi veri, per giunta. Detto questo, il Pd, Italia Viva e Leu non accetteranno mai di rinunciare ai 36 miliardi del Mes. Matteo Renzi dichiara a cuor leggero: “Perché rinunciare? Sarebbe una follia”. Una consistente parte del Movimento 5 Stelle, invece, continua a essere contraria al Mes. E allora si torna di nuovo al tavolo delle trattative, e qui entra in ballo la questione Autostrade…

Si narra infatti che per addolcire la pillola ai 5Stelle, Conte lavori a uno “scambio”. Come racconta Alberto Gentili su Il Messaggero, la trattativa è questa: “Via la concessione di Autostrade a Benetton, bandiera grillina, e sì al Mes. Operazione che si potrebbe però chiudere in modo indolore con il passaggio dei Benetton in minoranza in Aspi e la revisione della concessione”. Ma facciamo attenzione. Questo è il piano politico, poi c’è quello della realtà vera. Il Mes è una trappola mortale per l’Italia e gli italiani, le concessioni sono un regalo da togliere ai Benetton. La partita, dunque, non si gioca sullo stesso livello.

Questo scambio Mes-Autostrade di cui si parla e di cui si vuol far parlare, quindi, è solo l’ennesimo tranello. Comunque vada, chi ha tutto da perderci è l’Italia. Ingoiare la trappola del Mes e farci piombare la Troika in casa non è certamente qualcosa per cui esultare. Così come il M5S non avrà nulla da esultare da questa finta revoca ai Benetton.

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