I detenuti del carcere che si trovano sull’isola, si occuperanno degli animali e del vigneto

Al posto del mattatoio un luogo di cura per gli animali. E poi un vigneto biologico e la valorizzazione dei percorsi alla scoperta delle bellezze naturali di Gorgona. L’ultima isola italiana ad ospitare un carcere completa il suo percorso di riconversione. Un progetto avviato a gennaio scorso, quando l’isola dichiarò lo stop alla macellazione degli animali e fermò del tutto le attività del mattatoio interno al carcere, dove al momento ci sono 96 detenuti, di cui 74 impegnati in attività lavorative.

L’accordo quadro firmato oggi da ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria e il Parco nazionale dell’arcipelago toscano, consentirà di avviare nel corso di quest’estate le altre iniziative previste dal piano.  Già da inizio luglio i detenuti potranno prendersi cura degli animali rimasti sull’isola – circa 150, ospitati in un rifugio gestito dalla Lav, che ha già trasferito alcuni degli altri 450 tra polli bovini, cavalli, pecore e galline in alcune sue strutture e sta trovando casa per gli altri. “La chiusura del mattatoio e il trasferimento sulla terraferma di buona parte degli animali significano una riduzione drastica dell’inquinamento sull’isola e al contempo, consentono ai detenuti di svolgere, con gli animali che resteranno, attività rieducative non violente, focalizzate sullo sviluppo di un rapporto empatico e sul rispetto per il territorio. Con il valore aggiunto di dare l’opportunità ai detenuti di imparare un mestiere che tornerà loro utile una volta terminata la pena”, ha spiegato il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi che era andato in visita sull’isola toscana lo scorso anno.

Grazie alla collaborazione con il Parco nazionale dell’arcipelago toscano, che ha stanziato 90 mila euro, i detenuti potranno poi essere impiegati in lavori di manutenzione dei sentieri e dei boschi dell’isola. Un’attività che va ad aggiungersi a quella, già avviata, del vigneto biologico dell’azienda vinicola Marchesi Frescobaldi, gestito dai detenuti, impiegati con un regolare contratto di categoria.

Nell’accordo è prevista anche una convenzione con l’università di Firenze, il Parco dell’arcipelago toscano, il Comune di Livorno e l’ASA (Azienda Servizi Ambientali per alcuni studi volti a completare il passaggio verso l’autonomia energetica dell’isola, sviluppare il recupero delle acque reflue per riutilizzarle in agricoltura, gestire i fanghi di depurazione e valorizzare le diverse colture dell’isola.

Fonte: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/06/15/news/gorgona_al_posto_del_mattatoio_l_isola_diventa_un_luogo_di_cura_per_gli_animali-259295303/

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